La Riforma Istruzioni per l'uso

Servizi erogati

COS'È

Il compito istituzionale dei centri di servizio per il volontariato Csv è quello di organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del terzo settore (Ets), senza distinzione tra enti associati ed enti non associati al Csv stesso, nel rispetto e in coerenza con gli indirizzi strategici generali definiti dall’Organismo nazionale di controllo (Onc). A tal fine i Csv adottano una carta dei servizi mediante la quale rendono trasparenti le caratteristiche e le modalità di erogazione di ciascun servizio, nonché i criteri di accesso e di selezione dei beneficiari.

COME FUNZIONA

Il codice del terzo settore prevede che i Csv devono utilizzare le risorse del Fun loro conferite al fine di organizzare, gestire ed erogare servizi riconducibili alle seguenti tipologie:

  • promozione, orientamento e animazione territoriale al fine di dare visibilità ai valori del volontariato e all’impatto sociale dell’azione volontaria nella comunità locale, a promuovere la crescita della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva in particolare tra i giovani e nelle scuole, istituti di istruzione, di formazione ed università, facilitando l’incontro degli enti di terzo settore con i cittadini interessati a svolgere attività di volontariato, nonché con gli enti di natura pubblica e privata interessati a promuovere il volontariato;
  • servizi di formazione, finalizzati a qualificare i volontari o coloro che aspirino ad esserlo, acquisendo maggiori competenze trasversali, progettuali ed organizzative;
  • servizi di consulenza, assistenza qualificata ed accompagnamento, finalizzati a rafforzare competenze e tutele dei volontari negli ambiti giuridico, fiscale, assicurativo, del lavoro, progettuale, gestionale, organizzativo, della rendicontazione economico-sociale, della ricerca fondi, dell'accesso al credito, nonché strumenti per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite dai volontari medesimi;
  • servizi di informazione e comunicazione, finalizzati a incrementare la qualità e la quantità di informazioni utili al volontariato, a supportare la promozione delle iniziative di volontariato, a sostenere il lavoro di rete degli enti del terzo settore tra loro e con gli altri soggetti della comunità locale per la cura dei beni comuni, ad accreditare il volontariato come interlocutore autorevole e competente;
  • servizi di ricerca e documentazione, finalizzati a mettere a disposizione banche dati e conoscenze sul mondo del volontariato e del terzo settore in ambito nazionale, comunitario e internazionale;
  • servizi di supporto tecnico-logistico, attraverso la messa a disposizione temporanea di spazi, strumenti ed attrezzature.

Pur se la tipologia del servizio può essere erogata dal Csv con “attività varie”, rimane però l’obbligo di erogare servizi. Questo significa che non è possibile assegnare direttamente in denaro le risorse ad essi provenienti dal Fun, né di trasferire a titolo gratuito beni mobili o immobili acquisiti mediante le medesime risorse: divieto questo che costituisce una previsione necessaria dello statuto dell’ente del terzo settore ai fini dell’accreditamento come Csv.

Inoltre, la norma prevede che i servizi organizzati mediante le risorse del Fun siano erogati nel rispetto dei seguenti principi:

  • principio di qualità: i servizi devono essere della migliore qualità possibile considerate le risorse disponibili. Questo implica che i Csv si dotino di sistemi di rilevazione e controllo della qualità, anche attraverso il coinvolgimento dei destinatari dei servizi;
  • principio di economicità: i servizi devono essere organizzati, gestiti ed erogati al minor costo possibile in relazione al principio di qualità;
  • principio di territorialità e di prossimità: i servizi devono essere erogati da ciascun Csv prevalentemente in favore di enti aventi sede legale ed operatività principale nel territorio di riferimento, e devono comunque essere organizzati in modo tale da ridurre il più possibile la distanza tra fornitori e destinatari, anche grazie all'uso di tecnologie della comunicazione;
  • principio di universalità, non discriminazione e pari opportunità di accesso: i servizi devono essere organizzati in modo tale da raggiungere effettivamente il maggior numero possibile di beneficiari. Tale principio richiama anche il principio di pubblicità e trasparenza, che consente la possibilità sostanziale di fruizione dei servizi;
  • principio di integrazione: i Csv, soprattutto quelli che operano nella medesima regione, sono tenuti a cooperare tra loro per creare sinergie che consentono di rendere economicamente più vantaggiosi i servizi offerti.
  • principio di pubblicità e trasparenza: i Csv danno la maggiore e migliore diffusione possibile alla propria offerta di servizi, avvalendosi anche di modalità informatiche. Inoltre, essi adottano una carta dei servizi per rendere trasparenti le caratteristiche e le modalità di erogazione di ciascun servizio, nonché i criteri di accesso ed eventualmente di selezione dei beneficiari.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La precedente normativa (art.15 dell’abrogata L.266/91) prevedeva i Csv esclusivamente a disposizione delle organizzazioni di volontariato per sostenerne e qualificarne l’attività. Oggi il sistema è al servizio dei volontari presenti in tutti gli enti di terzo settore, senza distinzione tra enti associati e enti non associati al Csv medesimo, mantenendo comunque un “particolare riguardo alle organizzazioni di volontariato” e in coerenza con gli indirizzi strategici generali dell’Onc.

La nuova disciplina, nega che i Csv possano finanziare direttamente i progetti di intervento presentati dagli enti del terzo settore (ipotesi che, diversamente, era stata resa possibile nel previgente sistema dalla circolare interpretativa conosciuta come “Circolare Turco”).

In applicazione del principio di integrazione, il legislatore ha aperto alla possibilità (non contemplata nella legislazione precedente) di destinare all’associazione dei Csv più rappresentativa (oggi CSVnet) una quota del finanziamento destinato ai Csv per la realizzazione di servizi strumentali ai centri di servizio o di attività di promozione del volontariato che possono più efficacemente compiersi su scala nazionale.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”: artt. 61, 63, 64

Decreto 19 gennaio 2018 “Costituzione dell'organismo nazionale di controllo”

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

Decreto 8 ottobre 1997 “Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni”

ENTRATA IN VIGORE

Dal 03/08/2017 per le norme del codice del terzo settore.

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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