La Riforma Istruzioni per l'uso

Forma giuridica e qualifica ente accreditato Csv

COS'È

L’ente di terzo settore (Ets) che intende acquisire l’accreditamento quale gestore di un centro di servizi per il volontariato (Csv) deve possedere appositi requisiti di forma giuridica e statutaria. L’accreditamento è l’atto con il quale l’Organismo nazionale di controllo (Onc) attesta il possesso da parte dell’ente del terzo settore dei requisiti giuridici e dell’idoneità tecnico-organizzativa e gestionale necessari per erogare «attività di supporto tecnico, formativo ed informativo al fine di promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del terzo settore». L’accreditamento consente di esercitare tali attività a valere sulle risorse del Fondo unico nazionale (Fun).

Possono essere accreditati come centri di servizio per il volontariato gli enti costituiti nella forma di associazione riconosciuta del terzo settore di secondo grado. Infatti, possono assumere la qualifica di associati le organizzazioni di volontariato e gli altri enti del terzo settore eccetto le cooperative sociali e le imprese sociali.

L’associazione riconosciuta del terzo settore (ente gestore Csv) può assumere, nell’ambito della propria autonomia statutaria, una delle qualifiche tipiche previste dall’art. 4 del codice del terzo settore. Fra queste, vengono in rilievo le qualifiche di organizzazione di volontariato e associazione di promozione sociale (mentre sono sicuramente escluse la qualifica di rete associativa, società di mutuo soccorso e cooperativa sociale), rispettandone integralmente la disciplina speciale dettata dal Codice. Diversamente, l’ente gestore si configurerà come associazione del terzo settore iscritta nella sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts) denominata «altri enti del terzo settore».

COME FUNZIONA

L’ente gestore di un Csv deve ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, per poter garantire una maggiore stabilità giuridica dell’associazione-ente gestore, determinare la limitazione della responsabilità patrimoniale degli amministratori nello svolgimento delle attività e dotare l’ente di un patrimonio congruo (almeno 15.000 euro) rispetto allo scopo da perseguire ed alle attività da svolgere.

Lo statuto dell’ente gestore di un Csv si deve conformare alle norme speciali previste dall’art. 61 dal codice del terzo settore, opportunamente integrate con le disposizioni statutarie previste per le associazioni riconosciute del terzo settore e, per quanto non previsto dal Codice, alle previsioni del codice civile.

Lo statuto di un Csv deve prevedere:

  • lo svolgimento di attività di supporto tecnico, formativo ed informativo al fine di promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del terzo settore;
  • il divieto di erogare direttamente in denaro le risorse provenienti dal Fun nonché di trasferire a titolo gratuito beni mobili o immobili acquisiti mediante le medesime risorse;
  • l'obbligo di adottare una contabilità separata per le risorse provenienti da fonte diversa dal Fun;
  • l'obbligo di ammettere come associati le organizzazioni di volontariato (Odv) e gli altri enti del terzo settore, esclusi quelli costituiti in forma societaria, che ne facciano richiesta (principio delle “porte aperte”), fatta salva la possibilità di subordinare il mantenimento dello status di associato al rispetto dei principi, dei valori e delle norme statutarie;
  • il diritto di tutti gli associati di votare, direttamente o indirettamente, in assemblea, ed in particolare di eleggere democraticamente i componenti degli organi di amministrazione e di controllo interno dell'ente;
  • l'attribuzione alle organizzazioni di volontariato della maggioranza di voti in ciascuna assemblea;
  • misure dirette ad evitare il realizzarsi di situazioni di controllo dell'ente da parte di singoli associati o di gruppi minoritari di associati;
  • misure destinate a favorire la partecipazione attiva e l'effettivo coinvolgimento di tutti gli associati, sia di piccola che di grande dimensione, nella gestione del Csv;
  • specifici requisiti di onorabilità, professionalità, incompatibilità ed indipendenza per coloro che assumono cariche sociali. In particolare, non devono poter ricoprire l'incarico di presidente dell'organo di amministrazione coloro che ricoprono già determinati ruoli politici o istituzionali:
    • coloro che hanno incarichi di governo nazionale, di giunta e consiglio regionale, di associazioni di comuni e consorzi intercomunali, e incarichi di giunta e consiglio comunale, circoscrizionale, di quartiere e simili, comunque denominati, purché con popolazione superiore a 15.000 abitanti;
    • i consiglieri di amministrazione e il presidente delle aziende speciali e delle istituzioni strumentali dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali;
    • i parlamentari nazionali ed europei;
    • coloro che ricoprono ruoli di livello nazionale o locale in organi dirigenti di partiti politici
  • un numero massimo di mandati consecutivi per coloro che ricoprono la carica di componente dell'organo di amministrazione, nonché il divieto per la stessa persona di ricoprire la carica di presidente dell'organo di amministrazione per più di nove anni;
  • il diritto dell'Otc competente di nominare un componente dell'organo di controllo interno del Csv con funzioni di presidente e dei componenti di tale organo di assistere alle riunioni dell'organo di amministrazione del Csv;
  • l'obbligo di redigere e rendere pubblico il bilancio sociale;
  • misure dirette a favorire la trasparenza e la pubblicità dei propri atti.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Possono fare parte della base associativa dei Csv non più soltanto le organizzazioni di volontariato, ma anche altri enti di terzo settore che ne facciano richiesta, eccetto le cooperative sociali e le imprese sociali. È comunque prevista l’attribuzione della maggioranza di voti in ciascuna assemblea alle organizzazioni di volontariato.

La previsione del cosiddetto “principio della porta aperta” è finalizzata a consentire il più ampio allargamento della base associativa dell’ente-gestore. Tuttavia, se interpretata letteralmente, la disposizione finisce per attribuire a qualunque soggetto che lo richieda, in possesso del solo requisito di essere ente del terzo settore costituito in forma non societaria, il diritto ad essere ammesso nella base associativa dell’ente gestore. La lettura da adottare di tale principio – ferma la generale preferenza del legislatore per un ampliamento della base associativa agli Ets costituiti in forma non societaria – pare essere nel senso di consentire agli statuti dei Csv, nel solco segnato dall’art. 21 del codice del terzo settore, di stabilire dei requisiti di ammissione. Questi devono esprimere un forte nesso con la mission affidata loro dalla legge, con la qualifica giuridica prescelta e con la struttura e dimensione organizzativa (tenendo conto dei vincoli stabiliti dal codice del terzo settore).

L’ente gestore Csv deve perseguire il fine di «promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del terzo settore» attraverso l’attività di interesse generale che esso può svolgere («attività di supporto tecnico, formativo ed informativo»). Non è previsto che tale fine e tale attività siano esclusivi o svolti in via principale per l’associazione: essa può, legittimamente, perseguire anche altri fini (purché non incompatibili) e svolgere altre attività di interesse generale, così come altre attività secondarie e strumentali, nei limiti previsti all’art. 6 del codice del terzo settore. Qualora da tali attività l’associazione tragga risorse (ad es. una convenzione con un ente pubblico), esse possono «essere liberamente percepite e gestite dai Csv» con «l’obbligo di adottare una contabilità separata per le risorse provenienti da fonte diversa dal Fun».

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 61, 62, 63, art. 64, 66

Decreto 19 gennaio 2018  “Costituzione dell'organismo nazionale di controllo”

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

Decreto 8 ottobre 1997 “Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni”

ENTRATA IN VIGORE

Dal 03/08/2017 per le norme del codice del terzo settore.

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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