La Riforma Istruzioni per l'uso

Regime forfetario degli Ets

COS'È

Il regime forfettario è un regime agevolativo applicabile agli enti del terzo settore (Ets) non commerciali.

Tale regime può essere applicato sia alle attività di interesse generale, che a quelle diverse, svolte con modalità commerciali; l’importante è che l’ente mantenga nel suo complesso la qualifica di Ets non commerciale, ai sensi dell’articolo 79, comma 5 del codice.

I coefficienti di redditività sono diversificati a seconda che l’attività consista in prestazione di servizi o cessione di beni, come da tabella qui riportata:

Aliquote prestazioni di servizi e cessioni di beni regime forfetario Ets

Ai redditi così determinati, l’Ets non commerciale deve aggiungere gli eventuali redditi derivanti da:

  • plusvalenze patrimoniali;
  • sopravvenienze attive;
  • dividendi;
  • proventi immobiliari.

Esempio

Esempio regime forfetario

Nel caso in cui un ente eserciti sia attività di prestazione di servizi che di vendita di beni, non è previsto che possa applicare, per ciascuna categoria di ricavi, le relative aliquote. Esso dovrà, invece, applicare il coefficiente relativo alla categoria di ricavi di ammontare prevalente, che in caso di mancanza di distinta annotazione sarà considerata quella relativa alle prestazioni di servizi.

CHI COINVOLGE

Al regime forfetario possono accedere solo gli Ets non commerciali, ovvero quelli in cui i ricavi delle attività considerate non commerciali saranno prevalenti sulle entrate di tipo commerciale.

CHI ESCLUDE

Sono esclusi dal regime forfettario gli Ets che svolgono in modo prevalente attività commerciale. A questi ultimi verrà applicato il regime ordinario di determinazione del reddito.

OBBLIGHI

Per accedere a questo regime forfetario, l’Ets deve esercitare la relativa opzione nella dichiarazione annuale dei redditi. L’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel quale viene esercitata e fino alla revoca. In ogni caso, non è possibile revocare l’opzione prima che sia decorso un triennio dal suo esercizio.

L’ente che inizi ad esercitare attività commerciale può esercitare l’opzione anche nella dichiarazione di inizio attività ai fini Iva.

COMPONENTI POSITIVI E NEGATIVI DI ANNI PRECEDENTI

Nel caso in cui l’Ets, nei periodi di imposta precedenti abbia “rinviato” la tassazione o la deduzione di componenti del reddito, queste vengono tassate o dedotte, per le quote residue, nel periodo di imposta precedente a quello di efficacia dell’opzione per il regime forfetario.

Le perdite fiscali generatesi nei periodi di imposta anteriori a quello di applicazione del regime forfetario sono deducibili dal reddito secondo le regole ordinarie stabilite nel Tuir all’articolo 84, ovvero esse sono utilizzabili in diminuzione del reddito dei periodi successivi per un importo non superiore all’80% di tale reddito, senza limiti temporali. Se, invece, si tratta di perdite realizzate nei primi tre periodi di imposta, è possibile il riporto in misura pari al 100% del reddito.

Infine, gli enti che optano per questo regime forfetario sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e degli indici sintetici di affidabilità.

CASI SPECIFICI

REGIME FORFETTARIO PER APS E ODV

In relazione alle attività commerciali svolte, le associazioni di promozione sociale (Aps) e organizzazioni di volontariato (Odv) possono applicare un regime forfettario speciale, se nel periodo d’imposta precedente non hanno percepito ricavi superiori a 130.000 euro.

Regime forfetario per Odv e Aps

SEMPLIFICAZIONI ED ESONERI PER APS E ODV IN REGIME FORFETTARIO

Le Aps ed Odv in regime forfettario sono esonerate dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Non operano la ritenuta alla fonte ai propri collaboratori (dipendenti e assimilati, autonomi, ecc.) di cui al titolo III del dpr 600/1973.

Ai fini Iva:

  • non esercitano la rivalsa Iva per le operazioni nazionali;
  • le cessioni di beni intracomunitarie non sono imponibili a fini dell’Iva (vedi art. 41, comma 2 bis del dl 331/93);
  • per quanto riguarda l’acquisto di beni intracomunitari (e quindi non soggetti a Iva), non si considerano tali quelli diversi dai mezzi di trasporto nuovi e da quelli soggetti ad accisa (come, per esempio, i carburanti), se l'ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari e degli acquisti fatte in base a cataloghi, fisici o elettronici, per corrispondenza o via telefono e internet (acquisti a distanza), effettuati nell'anno solare precedente, non ha superato 10.000 euro e fino a quando, nell'anno in corso, tale limite non è superato. L'ammontare complessivo degli acquisti è assunto al netto dell’Iva (vedi articolo 38 comma 5 lettera c) dl numero 331 del 1993, convertito in legge n. 427 del 1993)
  • per le prestazioni di servizi generici rese a soggetti passivi Iva non residenti in Italia, emettono fattura senza l’applicazione dell’Iva, con la dicitura di “inversione contabile”, mentre se rese a soggetti privati applicheranno normalmente l’Iva. Se ricevono una prestazione di servizi da un soggetto con partita Iva, provvedono ad integrare la fattura con l’Iva e la versano (vedi l’art. 7 ter per la disciplina generale e gli artt. da 7- ter a 7- septies del DPR 633/1972 per i casi particolari);
  • applicano alle importazioni, alle esportazioni ed alle operazioni ad esse assimilate la non imponibilità Iva, non possono invece avvalersi della facoltà di acquistare senza l'applicazione dell'Iva per le cessioni od acquisti non effettuati direttamente ma per mezzo di commissionari se poi i beni così acquistati sono riesportati nel loro stato originario entro sei mesi dalla consegna ( vedi art. 8, comma 1, lettera c e comma 2 del Dpr 633/72).
  • non hanno diritto alla detrazione dall'Iva assolta, dovuta e addebitata sugli acquisti da esse effettuati (vedi artt. 19 e ss. del Dpr 633/1972);
  • hanno soltanto l'obbligo, per le operazioni per le quali risultano debitori dell'Iva, di emettere la fattura o di integrarla con l'indicazione dell'aliquota e dell'importo dell'imposta e di versare l'Iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

Resta sempre possibile l’opzione per l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari, la quale rimane valida per almeno un triennio.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La determinazione del reddito degli Ets commerciali con il regime forfettario è una novità della riforma, così come la modalità di determinazione della qualifica dell’ente in base all’art. 79 del codice, pur essendo in attesa di chiarimenti interpretativi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 79, 80, 86

ABROGAZIONI E MODIFICHE LEGISLATIVE

Norme abrogate dall’entrata in vigore del codice del terzo settore:

ENTRATA IN VIGORE

La normativa fiscale prevista dal codice per gli Ets, compreso le Aps e le Odv, si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione Europea e comunque non prima del periodo di imposta successivo a quello in cui il registro unico nazionale diventerà operativo.

REGIME TRANSITORIO

Continua ad applicarsi il regime fiscale preesistente. 

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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