La Riforma Istruzioni per l'uso

La governance

COS'È

La gestione del servizio civile universale (Scu) è affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che si relaziona con la Conferenza permanente per i rapporti fra lo stato, le regioni e le province autonome e la Consulta nazionale del servizio civile universale.

In generale, la riforma individua come soggetti coinvolti nella gestione del Scu lo stato, le regioni e province autonome, gli enti di Scu, gli operatori volontari e la loro rappresentanza, la Consulta nazionale del servizio civile.

COME FUNZIONA

LE FUNZIONI DELLO STATO

La Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nei limiti della dotazione organica, di personale dirigenziale e non dirigenziale vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto (6 marzo 2017), provvede alla:

  • programmazione, organizzazione e attuazione del servizio civile universale
  • accreditamento degli enti, attività di controllo
  • realizzazione, con il coinvolgimento delle regioni e province autonome, dei programmi da parte di enti locali, altri enti pubblici territoriali ed enti senza scopo di lucro.

Provvede, quindi, alla predisposizione del piano triennale e i piani annuali, sentite le amministrazioni competenti per i settori previsti dal servizio civile universale e le regioni. I piani sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere della Consulta nazionale per il servizio civile universale.

LE FUNZIONI DELLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME

Sono sentite dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nella fase di predisposizione del piano triennale e dei piani annuali, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

Sono coinvolte anche nella valutazione dei programmi di intervento approvati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e quelli che riguardano le specifiche aree territoriali di una singola regione, di un’area territoriale o di una città metropolitana.

Esprimono il parere in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul documento di programmazione finanziaria.

Attuano programmi di servizio civile universale con risorse proprie presso i soggetti accreditati

all'albo unico degli enti di servizio civile universale, previa approvazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, consistente nella verifica del rispetto dei principi e delle finalità del servizio civile universale.

Inoltre, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previa sottoscrizione di uno o più accordi con la Presidenza del Consiglio dei ministri, possono svolgere le seguenti funzioni:

  • formazione da erogare al personale degli enti di servizio civile universale, anche avvalendosi di enti di servizio civile universale dotati di una specifica professionalità;
  • controllo sulla gestione delle attività svolte dagli enti di servizio civile universale nei territori di ciascuna regione o provincia autonoma;
  • valutazione dei risultati relativi agli interventi svolti dagli enti di servizio civile universale e realizzati nei territori di ciascuna regione o provincia autonoma o città metropolitana;
  • ispezioni presso gli enti di servizio civile universale che operano unicamente negli ambiti territoriali delle regioni e delle province autonome, finalizzate alla verifica della corretta realizzazione degli interventi, nonché del regolare impiego degli operatori di servizio civile universale.

Resta ferma la possibilità per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di istituire, nella loro autonomia, un servizio civile regionale con finalità proprie e non assimilabile al servizio civile universale.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Il ruolo delle regioni e province autonome viene ribaltato. Se prima erano coinvolte nei livelli operativi dell’accreditamento degli enti e della valutazione dei progetti, ora sono corresponsabili, assieme al governo, delle scelte per la programmazione triennale e annuale. Inoltre, se vogliono e con accordi bilaterali con il Dipartimento, possono svolgere per gli enti iscritti alla sezione regionale dell’albo unico del Scu le funzioni di controllo, ispezione e valutazione dell’impatto e di formazione degli operatori degli enti.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Legge 6 giugno 2016, n. 106 “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”

Decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40 “Istituzione e disciplina del servizio civile universale”artt. 4 comma 4, 6 comma 1, 7 comma 1 e 4, 7 comma 2, 10

ABROGAZIONI

La riforma supera l’accordo stato/regioni e province autonome del gennaio 2005.

ENTRATA IN VIGORE

Successivamente alla pubblicazione del primo decreto del Presidente del Consiglio avente ad oggetto il piano triennale e i piani annuali (ancora in fase di definizione).

REGIME TRANSITORIO

Fino alla data della sottoscrizione degli accordi tra le parti, la Presidenza del Consiglio dei ministri provvede allo svolgimento delle attività di formazione, controllo, valutazione e ispezioni.

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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