La Riforma Istruzioni per l'uso

Organi sociali

COS'È

La riforma disciplina più analiticamente la struttura e l’operatività degli organi decisionali e di controllo degli enti di terzo settore (Ets). In modo particolare, il codice interviene sull’assemblea, sull’organo di amministrazione e sull’organo di controllo e revisione legale.

CHI COINVOLGE

Il codice del terzo settore stabilisce alcune norme applicabili a tutti gli enti del terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione. Al di fuori di queste norme, agli Ets si applica la disciplina generale prevista dal codice civile per le rispettive soggettività giuridiche.

COME FUNZIONA

ASSEMBLEA

Nell’assemblea delle associazioni di terzo settore vige il principio “una testa un voto”. Agli associati che siano enti del terzo settore, l'atto costitutivo o lo statuto possono attribuire più voti, sino ad un massimo di cinque, in proporzione al numero dei loro associati o aderenti.

Se compatibili, si applicano le norme del codice civile sul conflitto di interessi. Nel caso in cui la deliberazione approvata con il voto determinante del socio in conflitto di interessi con l’associazione possa provocare un danno, può essere impugnata.

Gli amministratori, inoltre, non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità. I componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.

Salvo che l'atto costitutivo o lo statuto non dispongano diversamente, nell’assemblea delle associazioni di terzo settore:

  • hanno diritto di voto tutti coloro che sono iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati. In questo caso, lo statuto può ridurre il periodo, ma non aumentarlo, in quanto il termine massimo di tre mesi è previsto in osservanza dei principi di democraticità, pari opportunità ed uguaglianza tra gli associati imposto dalla legge;
  • ciascun associato può farsi rappresentare nell'assemblea da un altro associato mediante delega scritta. Ciascun associato può rappresentare sino a un massimo di tre associati nelle associazioni con un numero inferiore a cinquecento e di cinque associati in quelle con un numero non inferiore a cinquecento. 

Queste disposizioni si applicano anche alle fondazioni del terzo settore il cui statuto preveda la costituzione di un organo assembleare o di indirizzo, comunque denominato, in quanto compatibili e nel caso in cui non derogate dallo statuto.

L'atto costitutivo o lo statuto possono prevedere l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l'espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica, purché sia possibile verificare l'identità dell'associato che partecipa e vota.

Le competenze inderogabili dell’assemblea delle associazioni del terzo settore:

  • nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
  • nomina e revoca, quando previsto, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
  • approva il bilancio;
  • delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
  • delibera sull'esclusione degli associati, se l'atto costitutivo o lo statuto non attribuiscono la relativa competenza ad altro organo eletto dall’assemblea stessa;
  • delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto;
  • approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari;
  • delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell'associazione;
  • delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza.

Lo statuto delle fondazioni del terzo settore se prevede un organo assembleare o di indirizzo, comunque denominato, può attribuire a tale organo una o più di queste competenze di cui sopra, se compatibile con la disciplina della fondazione e coerente con la volontà del fondatore.

ORGANO DI AMMINISTRAZIONE

Non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato a una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi.

Nelle associazioni e fondazioni del terzo settore deve essere nominato un organo di amministrazione.

La maggioranza degli amministratori è scelta tra le persone fisiche associate ovvero indicate dagli enti giuridici associati. L'atto costitutivo o lo statuto possono subordinare l'assunzione della carica di amministratore al possesso di specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza, anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di rappresentanza o reti associative del terzo settore. L'atto costitutivo o lo statuto possono prevedere che uno o più amministratori siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie di associati.

La nomina di uno o più amministratori può essere attribuita dall'atto costitutivo o dallo statuto ad enti del terzo settore o senza scopo di lucro, ad enti religiosi o a lavoratori o utenti dell'ente. In ogni caso, la nomina della maggioranza degli amministratori è riservata all'assemblea.

Gli amministratori, entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, devono chiederne l'iscrizione nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts), indicando per ciascuno di essi il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, il domicilio e la cittadinanza, nonché a quali di essi è attribuita la rappresentanza dell'ente, precisando se disgiuntamente o congiuntamente.

Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Runts o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza. Questo significa che si possono decidere limitazioni a tale potere, ma queste ultime non possono essere fatte valere contro i terzi, a meno che non le si iscriva nel Runts o non si provi comunque che i terzi ne erano a conoscenza

I contratti conclusi dagli amministratori in situazione di conflitto di interessi con l’ente possono essere annullati su domanda dell’ente, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

Le decisioni adottate dal consiglio di amministrazione con il voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi con l’ente, qualora gli provochino un danno patrimoniale, possono essere impugnate entro 90 giorni dagli amministratori e, nel caso in cui ci siano, dagli organi di controllo. In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della decisione.

Responsabilità degli amministratori

Valgono le regole previste dal codice civile per le società. L’azione di responsabilità degli amministratori è esercitabile da almeno un decimo degli associati, l'organo di controllo, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti ovvero il pubblico ministero.

Ogni associato, o un decimo nel caso si riferisca ai soci delle associazioni, riconosciute o non riconosciute, che hanno più di 500 associati, può denunciare i fatti che ritiene censurabili all'organo di controllo, che a sua volta ne deve tener conto nella relazione all'assemblea. Se la denuncia è fatta da almeno 1/20 degli associati dell'ente, l'organo di controllo deve indagare sui fatti e presentare le sue conclusioni all’assemblea, convocandola qualora i fatti risultino di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

Le norme sulla responsabilità degli amministratori non si applicano agli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Alle fondazioni si applicano le seguenti regole:

  • l'atto costitutivo o lo statuto possono subordinare l'assunzione della carica di amministratore al possesso di specifici requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza;
  • le norme sull’iscrizione degli amministratori e sui poteri di rappresentanza previste per le associazioni di terzo settore;
  • se le fondazioni si dotano di un organo assembleare o di indirizzo, la possibilità per lo statuto di prevedere nomine da parte di enti esterni o attribuire la scelta di uno o più amministratori alle diverse categorie di aderenti.
ORGANO DI CONTROLLO

Nelle fondazioni del terzo settore deve essere nominato un organo di controllo, anche monocratico.

Nelle associazioni del terzo settore, la nomina di un organo di controllo, anche monocratico, è obbligatoria quando siano superati per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti (questo vale finché non si scenda di nuovo al di sotto dei limiti per due esercizi consecutivi):

  • totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 110.000 euro;
  • ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 220.000 euro;
  • dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 5 unità.
  • sono stati costituiti patrimoni destinati.

Competenze

  • vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto;
  • vigilare sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • esercitare la revisione legale dei conti;
  • monitorare l'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale;
  • attestare che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dall'organo di controllo.

I componenti dell'organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Composizione

I componenti dell'organo di controllo devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui all'articolo 2397, comma secondo, del codice civile. Nel caso di organo di controllo collegiale, questi requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei componenti.

CASI SPECIFICI

IMPRESA SOCIALE

Nei regolamenti aziendali o negli statuti delle imprese sociali (salvo nel caso di società cooperativa a mutualità prevalente e enti religiosi civilmente riconosciuti) devono essere previste adeguate forme di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività. C’è coinvolgimento quando si mettono i suddetti soggetti in grado di esercitare un'influenza sulle decisioni dell'impresa sociale, con particolare riferimento alle questioni che incidano direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei beni o dei servizi.

Gli statuti delle imprese sociali devono in ogni caso disciplinare:

  • i casi e le modalità della partecipazione dei lavoratori e degli utenti, anche tramite loro rappresentanti, all'assemblea degli associati o dei soci;
  • nelle imprese sociali che superino i limiti previsti dalla normativa, la nomina, da parte dei lavoratori ed eventualmente degli utenti di almeno un componente sia dell'organo di amministrazione che dell'organo di controllo.
ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO (ODV)

I componenti degli organi sociali delle Odv non possono mai essere retribuiti, eccezion fatta per i membri dell’organo di controllo.

Tutti gli amministratori delle Odv sono scelti dall’assemblea tra le persone fisiche associate ovvero indicate, tra i propri associati, dagli enti associati.

RETI ASSOCIATIVE

Gli atti costitutivi o gli statuti delle reti associative devono rispettare i principi di democraticità, pari opportunità ed eguaglianza di tutti gli associati e di elettività delle cariche sociali.

Gli atti costitutivi o gli statuti delle reti associative possono disciplinare il diritto di voto degli associati in assemblea anche in deroga al principio – normalmente inderogabile – “una testa un voto”; inoltre, possono derogare alle regole sulle modalità e i limiti delle deleghe di voto e sulle competenze normalmente inderogabili dell'assemblea degli associati.

CENTRI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO (CSV)

Lo statuto dei Csv deve prevedere:

  • il diritto di tutti gli associati di votare, direttamente o indirettamente, in assemblea, ed in particolare di eleggere democraticamente i componenti degli organi di amministrazione e di controllo interno dell'ente, salvo:
    • l'attribuzione della maggioranza di voti in ciascuna assemblea alle organizzazioni di volontariato;
    • la previsione di misure dirette ad evitare il realizzarsi di situazioni di controllo dell'ente da parte di singoli associati o di gruppi minoritari di associati;
    • la previsione di misure destinate a favorire la partecipazione attiva e l'effettivo coinvolgimento di tutti gli associati, sia di piccola che di grande dimensione, nella gestione del Csv;
  • un numero massimo di mandati consecutivi per coloro che ricoprono la carica di componente dell'organo di amministrazione, nonché il divieto per la stessa persona di ricoprire la carica di presidente dell'organo di amministrazione per più di nove anni;
  • il diritto dell'organismo territoriale di controllo competente di nominare un componente dell'organo di controllo interno del Csv con funzioni di presidente. Inoltre, i componenti dell’organo di controllo interno devono poter assistere alle riunioni dell'organo di amministrazione.
ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI DI GRANDI DIMENSIONI

L'atto costitutivo o lo statuto delle associazioni che hanno un numero di associati non inferiore a cinquecento possono prevedere e disciplinare la costituzione e lo svolgimento di assemblee separate, comunque denominate, anche rispetto a specifiche materie oppure in presenza di particolari categorie di associati o di svolgimento dell'attività in più ambiti territoriali.

In questo caso, le assemblee generali devono essere costituite da soli soci, e consentire la partecipazione ai soci che hanno preso parte alle assemblee separate.

L'atto costitutivo stabilisce il luogo, i criteri e le modalità di convocazione e di partecipazione all'assemblea generale e assicura in ogni caso la proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate.

In caso di irregolarità, le deliberazioni della assemblea generale possono essere impugnate anche dai soci assenti e dissenzienti nelle assemblee separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe meno la maggioranza richiesta per la validità della deliberazione.

Gli atti costitutivi o gli statuti di queste associazioni possono disciplinare le competenze dell'assemblea anche in deroga alle competenze assembleari che il codice definisce come inderogabili (inclusa la nomina degli amministratori). Tuttavia, devono essere rispettati in ogni caso i principi di democraticità, pari opportunità ed eguaglianza di tutti gli associati e di elettività delle cariche sociali.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 22, 24, 25, 26, 27, 32, 41, 61, 77

Nota direttoriale del 27 dicembre 2018 del Ministero del lavoro “Codice del Terzo settore. Adeguamenti statutari”

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

Legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017.

REGIME TRANSITORIO

Gli enti costituito dopo la entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) devono già conformarsi alle presenti disposizioni. Per gli enti costituiti prima di tale data e fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale. Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.   

Il divieto previsto per i Csv, secondo cui una stessa persona non può ricoprire la carica di presidente dell'organo di amministrazione per più di nove anni, non si applica alle cariche sociali in essere al momento dell'entrata in vigore del codice del terzo settore e fino alla naturale scadenza del relativo mandato, così come determinato dallo statuto al momento del conferimento.

La scheda è aggiornata al 3 luglio 2019.

Torna su