La Riforma Istruzioni per l'uso

Attività di interesse generale e diverse

COS'È

Una delle condizioni necessarie per assumere la qualifica di ente del terzo settore (Ets), è quella di svolgere, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale per il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Le attività che possono essere di interesse generale sono elencate in modo puntuale dal legislatore e sono svolte secondo le relative normative di riferimento. La gestione gratuita (o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi) o meno delle attività di interesse generale influisce principalmente ai fini della disciplina fiscale, sulla definizione di ente commerciale o non commerciale.

Gli Ets possono esercitare anche attività diverse da quelle generali, a patto che siano indicate nell’atto costitutivo o nello statuto e siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, secondo criteri definiti con decreti ministeriali. Le attività secondarie vengono stabilite in base al rapporto tra l’insieme delle risorse, anche volontarie e gratuite, impiegate in tali attività rispetto e quelle impiegate nelle attività di interesse generale.

Sulla loro gestione, è atteso un decreto ministeriale di chiarimento. 

COME FUNZIONA

Gli Ets possono svolgere le seguenti attività di interesse generale:

  • interventi e servizi sociali e per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili;*
  • interventi e prestazioni sanitarie;
  • prestazioni socio-sanitarie; *
  • educazione, istruzione e formazione professionale e le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa; *
  • interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, e alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo*;
  • interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; *
  • formazione universitaria e post-universitaria;
  • ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale;
  • radiodiffusione sonora a carattere comunitario; *
  • organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  • formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
  • servizi strumentali ad enti del terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del terzo settore;
  • cooperazione allo sviluppo; *
  • attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale*, nello specifico un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata, situata solitamente in un paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata. Il rapporto deve essere finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato prevede il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;
  • servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone svantaggiate, con disabilità, beneficiarie di protezione internazionale o senza fissa dimora; *
  • alloggio sociale e ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi; *
  • accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
  • agricoltura sociale; *
  • organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;
  • beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate; *
  • promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  • promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti *, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi * e i gruppi di acquisto solidale *;
  • cura di procedure di adozione internazionale; *
  • protezione civile; *
  • riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Tale elenco può essere aggiornato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

* fanno riferimento a una specifica normativa.

CHI COINVOLGE

Tutti gli Ets, con le rispettive differenze per imprese sociali e cooperative sociali.

CASI SPECIFICI         

Le imprese sociali possono svolgere tutte le attività di interesse generale elencate, tranne:

  • beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate;
  • promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  • promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi e i gruppi di acquisto solidale;
  • cura di procedure di adozione internazionale;
  • protezione civile.

Le imprese sociali, inoltre, possono svolgere anche attività di microcredito. Nel caso dell’impresa sociale, si intende svolta in via principale l'attività per la quale i relativi ricavi siano superiori al 70% dei ricavi complessivi dell'impresa sociale.

Le cooperative sociali, invece, possono svolgere le attività indicate dalla legge di riferimento, in particolare:

  • la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
  • lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

OBBLIGHI E DIVIETI

Le attività sono indicate nell’atto costitutivo o nello statuto.

La natura secondaria e strumentale delle attività diverse da quelle di interesse generale deve essere documentata dall'organo di amministrazione nella relazione di missione o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

Nell’ambito delle attività, viene definita per la prima volta la raccolta fondi, come il “complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale”. A tal proposito, la norma autorizza a effettuare la raccolta fondi anche attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.

L’ente che non svolga, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale perde la qualifica di ente del terzo settore.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Nelle normative precedenti si faceva riferimento al concetto di “attività di utilità sociale”, ovvero di un’attività rivolta al singolo soggetto svantaggiato. Nella riforma del terzo settore, si parla di “attività di interesse generale”, ponendo così attenzione ai bisogni dell’intera società civile.

Alle attività di interesse generale tipiche delle Onlus si aggiungono l’housing sociale, il commercio equo solidale, la radiodiffusione a carattere comunitaria, inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura sociale.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Legge 6 giugno 2016, n. 106 “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”art. 5

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”art. 5, 6, 13, 79 comma 2, 3 e 5

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112 “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale”art. 2

Decreto Legge 34/2019 (Dl Crescita): art. 43 comma 4 bis

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017 per quanto riguarda gli enti del terzo settore e dal 20 luglio 2017 per le imprese sociali.

NORMATIVA TRANSITORIA

Gli enti costituito dopo la entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) devono già conformarsi alle presenti disposizioni. Per gli enti costituiti prima di tale data e fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continua ad applicarsi la normativa precedente relativa all'iscrizione degli enti nei registri onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale. Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.    

Le disposizioni fiscali menzionate si applicano agli enti iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea (imposta dalla disciplina dell’Unione Europea sugli aiuti di stato) e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di operatività del registro unico nazionale del terzo settore.

La scheda è aggiornata al 3 luglio 2019.

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