La Riforma Istruzioni per l'uso

Soci

COS'È

La riforma prevede alcune indicazioni che riguardano la presenza dei soci all’interno degli enti di terzo settore (Ets), dal numero minimo necessario per fondare particolari categorie di enti ai requisiti di ammissione per i nuovi associati.

Nello specifico, la norma prevede che lo statuto contempli i requisiti per l'ammissione di nuovi associati, nel caso in cui siano presenti, e la relativa procedura. Questi requisiti non devono avere carattere discriminatorio, ma, se presenti, devono essere declinati in coerenza con le finalità perseguite e le attività di interesse generale svolte.

CHI COINVOLGE

Il codice del terzo settore stabilisce alcune norme applicabili a tutti gli enti del terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione.  Al di fuori di queste norme, agli enti di terzo settore si applica la disciplina generale prevista dal codice civile per le rispettive soggettività giuridiche.       

COME FUNZIONA

Nelle associazioni di terzo settore, il codice detta una disciplina per l’ammissione di nuovi associati, prevedendo che i requisiti e la relativa procedura debbano essere esplicitati nello statuto e conseguentemente resi pubblici attraverso l’iscrizione nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts).

Inoltre, la norma prevede che, salve diverse disposizioni previste nello statuto:

  • l'ammissione è fatta con deliberazione dell'organo di amministrazione su domanda dell'interessato. La deliberazione è comunicata all'interessato ed annotata nel libro degli associati;
  • in caso di rigetto, l’organo competente a deliberare deve motivare la deliberazione e comunicarla agli interessati entro 60 giorni;
  • l’interessato, entro 60 giorni dalla comunicazione, può chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea o un altro organo eletto dalla medesima. In questo caso, tali organi devono deliberare in occasione della loro successiva convocazione.

Più precisamente, alla luce dell’intero sistema normativo, questa norma del codice va interpretata in un senso più restrittivo: la possibilità per lo statuto di disporre diversamente in realtà non riguarda tutte queste disposizioni, perché alcune di queste sono connesse in modo essenziale ad altre regole inderogabili del codice.

Lo statuto, infatti, può cambiare i termini di 60 giorni previsti dalla norma, oppure la scelta dell’organo competente a decidere sul ricorso. Viceversa, non può eliminare l’obbligo di motivare l’esclusione, perché questo si porrebbe in contrasto con l’altra previsione del codice, secondo cui i requisiti per l’ammissione di nuovi associati e la relativa procedura devono essere esplicitati nello statuto e conseguentemente resi pubblici attraverso l’iscrizione nel Runts.

Queste disposizioni si applicano anche alle fondazioni del terzo settore il cui statuto preveda la costituzione di un organo assembleare o di indirizzo, comunque denominato, in quanto compatibili e nel caso in cui non siano derogate dallo statuto.

CASI SPECIFICI

LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO (ODV)

Una Odv deve essere costituita da un numero minimo di 7 persone fisiche o almeno 3 Odv.

Se questo requisito viene meno, c’è tempo un anno per reintegrare la base associativa o iscriversi in un’altra sezione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Se il termine non viene rispettato, l’ente viene direttamente cancellato dal Runts.

La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Odv.

ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (APS)

Si tratta di associazioni formate da almeno 7 soci persone fisiche o da almeno 3 soci che siano a loro volta Aps.

La base associativa può essere costituita anche da altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro (a condizione che sia specificato nell’atto costitutivo) e solo se il loro numero non sia superiore al 50% del numero delle Aps.

Inoltre, nelle Aps non si possono prevedere limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati. Né si può prevedere il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o il condizionamento della partecipazione alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

I CENTRI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO (CSV)

Lo statuto dei Csv deve prevedere l'obbligo di ammettere come associati le organizzazioni di volontariato e gli altri enti del terzo settore, esclusi quelli costituiti in forma societaria, che ne facciano richiesta.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 24, 27, 32.2, 35.2 e 3, 61

Nota direttoriale del 27 dicembre 2018 del Ministero del lavoro “Codice del Terzo settore. Adeguamenti statutari”

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

Legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”

ENTRATA IN VIGORE

Dal 3 agosto 2017.

REGIME TRANSITORIO

Gli enti costituito dopo la entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) devono già conformarsi alle presenti disposizioni. Per gli enti costituiti prima di tale data e fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale.  Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.  

La scheda è aggiornata al 3 luglio 2019.

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