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La normativa per tutti

Come scegliere la tipologia di Ets

Le indicazioni per orientarsi

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Per orientarsi tra le diverse opzioni (il registro unico nazionale del Terzo settore o Runts contempla sette diverse sezioni) è opportuno valutare i seguenti aspetti:

  1. qual è la natura giuridica dell’organizzazione? Se si tratta di una cooperativa, la Onlus non può che assumere la forma di impresa sociale. Se si tratta di una fondazione, la stessa non potrà mai assumere la veste di organizzazione di volontariato o di associazione di promozione sociale in quanto, in entrambi i casi, l’unica forma giuridica ammessa è quella di associazione;

  2. a chi è rivolta l’attività? Se è rivolta prevalentemente a terzi potrebbe trattarsi di una organizzazione di volontariato, di un ente filantropico, di un ente del Terzo settore o di una impresa sociale. Se è rivolta ai soci, potrebbe verosimilmente qualificarsi come associazione di promozione sociale (Aps) o come società di mutuo soccorso che, a sua volta, potrebbe optare per la qualifica di Aps oppure di impresa sociale o essere iscritta nella sezione del Runts dedicata alle società di mutuo soccorso;

  3. qual è la natura dell’attività svolta? Se l’obiettivo è erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale, la forma dell’ente filantropico è quella naturale ma il soggetto dovrà acquisire la personalità giuridica (tema di potenziale interesse per tutte le realtà del Terzo settore anche in ragione del procedimento semplificato introdotto dal codice del Terzo settore). Se l’organizzazione opera esclusivamente a beneficio dei soci e relativi famigliari per erogare trattamenti e prestazioni sociosanitarie, sussidi, servizi di assistenza famigliare così come definite dalla legge 15/04/1886 n. 3818, potrebbe qualificarsi e costituirsi come società di mutuo soccorso;

  4. l’attività è svolta essenzialmente

  • in modo gratuito, perché viene finanziata attraverso raccolta fondi, contributi liberali o attraverso convenzioni e accreditamenti con pubbliche amministrazioni;

  • verso i soci dietro versamento di corrispettivi specifici;

  • verso il mercato dietro corrispettivo?

Nel primo caso – in presenza degli specifici requisiti richiesti - si potrebbe trattare di una organizzazione di volontariato o di un ente filantropico, nel secondo di un’associazione di promozione sociale o di una società di mutuo soccorso e, nel terzo caso, di un ente del Terzo settore generico o di una impresa sociale;

  1. in quale misura incide l’apporto dei volontari nella organizzazione, posto che la loro presenza è in ogni caso ammessa in tutti gli enti del Terzo settore, imprese sociali incluse? Se l’attività viene garantita prevalentemente grazie al loro apporto, si potrebbe trattare di un’organizzazione di volontariato (Odv) o di una Aps. In particolare nelle Odv il numero dei lavoratori impiegati nell'attività (la cui presenza è esclusivamente ammessa nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta) non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari mentre nelle Aps il numero dei lavoratori impiegati nell'attività (presenza ammessa solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento dell'attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità) non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati. Se si valuta opportuna l’assunzione della qualifica di impresa sociale, il numero dei volontari impiegati nell'attività d'impresa non potrà invece essere superiore a quello dei lavoratori.

Uno degli aspetti positivi della riforma è in ogni caso rappresentato dalla possibilità di migrare in altra sezione del Runts senza devolvere il patrimonio mentre nel caso in cui l’organizzazione sia cancellata dal Runts per mancanza dei requisiti, la stessa non si estingue ma deve preventivamente devolvere il proprio patrimonio ai sensi dell'articolo 9, limitatamente all'incremento patrimoniale realizzato negli esercizi in cui l'ente è stato iscritto nel Runts.

La scelta della tipologia di Ets da assumere non è pertanto vincolante nel tempo.

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