L’agenda dei lavori delle istituzioni europee dal 6 al 19 settembre 2021 – n. 14

Alcuni atti di possibile interesse per il Terzo settore dal monitoraggio delle attività del Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e dalle altre Istituzioni europee

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PARLAMENTO EUROPEO

SESSIONE PLENARIA
La prossima seduta è convocata il 13 settembre 2021 a Strasburgo.

L’ordine del giorno è consultabile al link: SYN_POJ_September_STR_c_EN.pdf (europa.eu)

COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL)

La prossima seduta è convocata lunedì 27 settembre 2021.

Tra gli atti in calendario si segnala sin d’ora:

Uno statuto per le associazioni transfrontaliere europee e le organizzazioni non-profit

DATI GENERALI
Procedura: 2020/2026(INL)
Relatore: Sergey LAGODINSKY (Verdi – Germania)
Relatore ombra italiano: Raffaele STANCANELLI (Fratelli di Italia)

LAVORI PARLAMENTARI
L’atto è stato assegnato il 13 febbraio 2020 all’esame della “Commissione affari legali” ed è previsto il parere della “Commissione per l’occupazione e gli affari sociali” (EMPL), il cui relatore per la Commissione Elena LIZZI (Lega – Italia) è stato nominato il 23 aprile 2021, e della “Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni” (LIBE), che già lo ha reso il 18 maggio 2020.

CONTENUTI
La proposta mira a raccogliere in un corpus unitario e completo regole comuni per la costituzione, l’organizzazione e lo scioglimento delle organizzazioni senza scopo di lucro, così superando il mosaico delle previsioni nazionali attraverso uno standard normativo europeo uniforme e certo.


CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

Si segnala in particolare:

Formazioni del Consiglio:

Organi preparatori:


COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO (CESE)

Sessione plenaria
Non sono previste sessioni.

Sezioni


NOTIZIE DALL’UNIONE EUROPEA

Pubblicazione dello Studio “Lotta alla povertà e all’esclusione sociale”

È stata di recente pubblicata la ricerca “Lotta alla povertà e all'esclusione sociale, anche attraverso regimi di reddito minimo” realizzata nel giugno 2021 da Michele Raitano, Giovanni Gallo, Matteo Jessoula e Costanza Pagnini su indicazione della Commissione EMPL del Parlamento europeo.

Lo Studio persegue due obiettivi principali.

In primo luogo, affronta il tema della povertà e dell'esclusione sociale da una prospettiva teorica – valutando i concetti rilevanti – e da una prospettiva empirica – discutendo i limiti di diversi indicatori e dati con riferimento ai paesi dell'UE.

In secondo luogo, si concentra sulle politiche a livello nazionale e dell'UE che affrontano la povertà e l'esclusione sociale, in particolare sui regimi di reddito minimo, presentando 6 casi di studio nazionali e valutando la fattibilità di un reddito minimo garantito europeo.

Approvazione del Fondo sociale europeo plus (FSE+)

L’8 giugno 2021 è stato approvato definitivamente dal Parlamento europeo il regolamento di adozione del “Fondo sociale europeo plus” che stanzia 88 miliardi di euro per il settennato 2021-2027 al fine di affrontare la disoccupazione e la povertà nell’Ue in seguito alla crisi innescata dalla pandemia.

In particolare, il FSE+ aiuterà i Paesi europei a fornire accesso all’istruzione gratuita, cibo e alloggi per i bambini; sosterrà gli investimenti nell’apprendistato e nella formazione professionale per i giovani disoccupati; promuoverà l’inclusione sociale per coloro che hanno subito una perdita di reddito o dell’impiego e fornirà cibo e assistenza materiale agli indigenti.

Il FSE+ unisce una serie di fondi e programmi attualmente attivi, in modo da raggrupparne le risorse: il Fondo sociale europeo, l’iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI), il Fondo per gli aiuti europei agli indigenti (FEAD) e il programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI). Svolgerà quindi un ruolo importante nell’attuazione del piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali e nella lotta contro gli effetti socioeconomici della pandemia.

Il regolamento con cui il Fondo è stato approvato entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

La sezione “Occupazione e innovazione sociale” si applicherà retroattivamente.

I fondi del FSE+ verranno distribuiti ai Paesi e alle Regioni dell’UE per finanziare programmi operativi definiti dai singoli paesi, dalle loro Regioni e dalla Commissione europea per un periodo di 7 anni, al fine di individuare i campi di attività, geografici o tematici, che riceveranno i finanziamenti.

Gli Stati membri designeranno le autorità nazionali di gestione del Fondo responsabili per la selezione dei progetti, per l’erogazione dei fondi e per la valutazione dei progressi e dei risultati dei progetti. Saranno inoltre nominate le autorità di certificazione e di audit per monitorare e assicurare la conformità delle spese al regolamento sul FSE+.

I beneficiari saranno singoli individui, ma i finanziamenti potranno essere utilizzati anche per aiutare aziende e organizzazioni, che per usufruirne dovranno quindi rivolgersi alle autorità di gestione designate e seguire le procedure previste per l’assegnazione e l’erogazione dei finanziamenti.

Il Fondo sociale europeo plus investirà in tre aree principali:

  • istruzione, formazione e apprendimento continuo;
  • efficacia del mercato del lavoro e parità di accesso a un’occupazione di qualità;
  • inclusione sociale e lotta alla povertà.

Il Fondo sosterrà anche iniziative a supporto della ricerca di miglior impiego e alla mobilità lavorativa verso una Regione o un Paese diverso dell’UE.

In particolare, nel corso dei lunghi negoziati intercorsi tra le Istituzioni europee per l’approvazione del regolamento di adozione del Paino, il Parlamento europeo ha ottenuto finanziamenti importanti per investire nell’occupazione giovanile e nella lotta contro la povertà infantile, rivolgendosi in particolar modo a due gruppi di persone (bambini e giovani) che sono state particolarmente colpite dalla crisi.

Risposte politiche di protezione sociale e inclusione alla crisi della Covid-19 - Occupazione, affari sociali e inclusione - Commissione europea (europa.eu)

La Commissione europea ha pubblicato il rapporto della Rete europea per la politica sociale (ESPN) concernente le misure nazionali di protezione sociale e inclusione che i Paesi europei hanno messo in atto per aiutare ad affrontare il disagio sociale e finanziario creato dalla pandemia.

L’Italia è citata, come gli altri Paesi, in merito alle azioni intraprese e agli atti adottati per fronteggiare l’emergenza e tutelare i soggetti deboli.

I referenti italiani sono stati:
Matteo Jessoula (Università di Milano)
Marcello Natili (Università di Milano)
Emmanuele Pavolini (Università di Macerata)
Michele Raitano (Università La Sapienza di Roma)

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