Pnrr e Terzo settore: dal piano asili nido alle case della comunità

Il punto sugli interventi da gennaio a marzo 2022, con lo stato di attuazione delle misure e dei progetti, i risultati raggiunti e le scadenze in calendario sino a giugno 2022. Tra i temi di questo primo report anche i percorsi autonomi per soggetti con disabilità, la telemedicina e l’assistenza territoriale

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A conclusione del primo trimestre 2022, è possibile fare un punto sullo stato di attuazione delle misure e dei progetti che interessano anche il Terzo settore e il non profit in generale contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sui risultati raggiunti nel trimestre appena trascorso e sulle scadenze ad oggi in calendario sino a giugno 2022.

Gli interventi di interesse avviati nei primi tre mesi del 2022 hanno interessato importanti investimenti presenti nel Piano e afferenti, in generale, i settori dell’istruzione, della disabilità, dello sport, della rigenerazione urbana e della lotta al caporalato, oltre che del social housing, dell’housing temporaneo, delle stazioni di posta e della strategia nazionale per le aree interne. Deve essere menzionato anche lo stato di avanzamento degli investimenti concernenti la telemedicina, le case di comunità e la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale.

Vediamo in dettaglio lo stato di attuazione degli investimenti relativi, in particolare, al piano asili nido, ai percorsi autonomi per soggetti con disabilità, alla telemedicina, all’assistenza territoriale e alle case della comunità.

Asili nido

All’interno della Missione 4 “Istruzione e ricerca” – Componente 2 “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università”, l’investimento 1.1. “Piano asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” è rivolto alla costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia, al fine di migliorarne l’offerta educativa e offrire un concreto aiuto alle famiglie, incoraggiando così la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale.

Attualmente il rapporto tra posti disponibili negli asili nido e numero di bambini di età compresa tra 0 e 2 anni si colloca nel nostro Paese – con forti divari territoriali – in media al 25,5 per cento, ovvero 7,5 punti percentuali al di sotto dell’obiettivo europeo del 33 per cento e 9,6 punti percentuali al di sotto della media europea.

Il piano in questione mira, di fatto, a innalzare il tasso di presa in carico dei servizi di educazione e cura per la prima infanzia investendo 4,6 miliardi di euro proprio per gli asili nido e le scuole.

Delegato alla gestione dell’intervento M4C1-00-ITA-1 è il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Interno, con il coinvolgimento diretto dei Comuni che accedono alle procedure selettive e conducono la fase della realizzazione e gestione delle opere.

A questo proposito, il 2 dicembre 2021 è stato pubblicato l’avviso per la presentazione da parte dei Comuni interessati di proposte per la realizzazione di nuovi spazi o la messa in sicurezza di strutture già esistenti da destinare ad asili nido e scuole dell’infanzia.

Nell’avviso sono stanziati 2,4 miliardi di euro per gli asili nido e 600 milioni di euro per le scuole dell’infanzia, secondo le ripartizioni su base regionale già definite dal dm 2 dicembre 2021, n. 343. In particolare, il 55,29% dei 2,4 miliardi di euro destinato ai bambini tra 0 e 2 anni e il 40% dei 600 milioni di euro destinato ai bambini tra 3 e 5 anni sono riservati agli enti locali del Mezzogiorno.

I lavori relativi alla tipologia di intervento proposto devono essere aggiudicati entro il 20 giugno 2023 e devono terminare non oltre il 31 dicembre 2025. A quella data sono quantificati almeno 264.480 posti nuovi per servizi di educazione e cura per la prima infanzia (fascia di età 0-6 anni).

Il 3 marzo 2022 il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che alla data del 28 febbraio 2022 (termine di scadenza per la presentazione delle proposte in questione) per scuole dell’infanzia e poli dell’infanzia (questi ultimi ricomprendono anche lo 0-2) risultano pervenute 1.223 domande. Le Regioni che hanno inoltrato più domande sono Lombardia (163), Emilia-Romagna (134), Campania (113), Toscana (108) e Piemonte (92).

Per i nidi, invece, alla stessa data risultavano pervenute proposte pari a circa 1,2 miliardi di euro sul totale di 2,4 miliardi di euro disponibili. Per consentire di utilizzare tutte le risorse, i termini del bando sono stati quindi riaperti fino al 31 marzo 2022. Si è dunque in attesa di conoscere quali e quanti Comuni hanno presentato la propria candidatura e quante risorse risultano oggi effettivamente impegnate.

Percorsi di autonomia per persone con disabilità

Nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, l’investimento 1.2. “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” ha in generale l’obiettivo di accelerare il processo di de-istituzionalizzazione delle persone con disabilità per migliorarne l’autonomia, attraverso la rimozione delle barriere nell’accesso all’alloggio e alle opportunità di lavoro, rese possibili anche dalla tecnologia informatica.

In particolare, le misure M5C2-00-ITA-12 e M5C2-00-ITA-13 prevedono di attuare progetti di servizi (alla cui implementazione possono concorrere anche gli enti del Terzo settore) coerenti con le misure già in essere afferenti al “Fondo per il dopo di noi” e al “Fondo nazionale per la non autosufficienza, valorizzazione delle capacitazioni delle persone con disabilità”; in tal senso, le misure in questione intendono espandere su tutto il territorio nazionale il percorso già individuato con le sperimentazioni avviate nell’ambito delle “Linee guida sulla vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità elaborate nel 2018 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali” e sulle quali si sono basati sia i progetti di vita indipendente, finanziati dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, sia i progetti per il dopo di noi (legge n. 112/2016), finanziati dal “Fondo dopo di noi” nella prospettiva di definizione di tali progettualità come Livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale (Leps) nazionali.

Operativamente è previsto il coinvolgimento 500 Ambiti territoriali sociali (Ats) per la realizzazione complessivamente di 700 progetti autonomi, che si aggiungeranno a quelli già attivati, nell’ottica del perseguimento graduale di un livello essenziale delle prestazioni sociali che assicuri la possibilità di partecipare a un progetto per la vita indipendente a tutte le persone con disabilità che ne abbiano necessità.

Come noto, il 28 luglio 2021 la Rete della protezione e dell’inclusione sociale ha approvato il “Piano sociale nazionale” e ha adottato la decisione di istituire un gruppo tecnico per l’elaborazione del “Piano operativo per la presentazione delle proposte di adesione alle progettualità per l’implementazione degli interventi territoriali di cui alla Missione 5, Componente 2, Investimenti 1.1, 1.2 e 1.3”. Tale gruppo di lavoro tecnico è stato formalmente istituito il 4 novembre 2021 e quindi incaricato della predisposizione del citato Piano operativo, presentato il 1 dicembre 2021 in sede di Cabina di regia Pnrr e adottato il successivo 9 dicembre 2021 con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Con il decreto 15 febbraio 2022, n. 5 del Direttore Generale per la Lotta alla povertà e per la programmazione sociale è stato poi adottato l’avviso pubblico n. 1/2022 per la presentazione, dal 1 al 31 marzo 2022, delle citate proposte di intervento da parte degli Ats.

Secondo il cronoprogramma riportato nel Piano operativo, scaduto il termine per la raccolta delle proposte progettuali (il 31 marzo 2022), dal 1 aprile 2022 si dovrebbe procedere alla valutazione dei progetti presentati e dal 1 maggio 2022 all’emanazione dei decreti ministeriali di approvazione degli stessi. A seguire, sono previsti: dal 1 giugno 2022 la firma degli atti di convenzionamento con gli Ats; dal 1 luglio 2022 l’erogazione degli anticipi; dal 31 ottobre 2022 la raccolta delle informazioni relative agli Ats che hanno avviato la realizzazione nell’ambito dell'investimento 1.2 di almeno un progetto in relazione alla ristrutturazione di spazi domestici e/o alla fornitura di dispositivi Tic a persone disabili, accompagnati da una formazione sulle competenze digitali; dal 31 dicembre 2023 l’erogazione della seconda tranche di finanziamento; dal 31 marzo 2026 la pubblicazione dei risultati relativi agli esiti dei progetti selezionati e attivati; dal 30 giugno 2026 l’erogazione del saldo.

Telemedicina

L’investimento 1.2. “Casa come primo luogo di cura e telemedicina” della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” mira, in generale, a migliorare l’assistenza delle persone affette da patologie croniche, con particolare attenzione verso gli over 65. Questo obiettivo primario si collega ad altri tre obiettivi complementari: aumentare il numero dei pazienti assistiti nelle proprie abitazioni incrementandolo a oltre un milione e mezzo entro il 2026; realizzare un nuovo modello organizzativo, con la creazione delle Centrali operative territoriali, al fine di assicurare la continuità, l'accessibilità e l'integrazione della cura sanitaria; promuovere e finanziare lo sviluppo di nuovi progetti di telemedicina per l'assistenza a distanza da parte dei sistemi sanitari regionali.

Il fabbisogno di risorse per la realizzazione degli investimenti di riferimento (M6C1-00-ITA-12/13/14/15/16/17 e 18, M6C1-4 e 5) è stimato in 4 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro specificamente per la telemedicina. La ratio dello stanziamento di tali risorse è dare vita a una piattaforma abilitante a livello nazionale che consenta a tutte le Regioni di poter usufruire ai medesimi servizi di telemedicina come la teleassistenza, il teleconsulto, il telemonitoraggio o la televisita.

Per la realizzazione di tali interventi è peraltro previsto l’utilizzo degli strumenti della programmazione negoziata, necessari per garantire il coordinamento dei livelli istituzionali e degli enti coinvolti.

È stata definita una precisa roadmap che prevede, nei primi mesi del 2022, l’avvio del processo di gara per la piattaforma ed entro la fine del 2025 i servizi di telemedicina disponibili per oltre 200.000 persone.

Il 2 marzo 2022 il Ministro per l’Innovazione tecnologica ha illustrato in Conferenza Stato-Regioni il modello per lo sviluppo omogeneo della sanità online, informando che le Regioni Lombardia e Puglia sono state scelte per occuparsi dell’implementazione delle piattaforme verticali nazionali di telemedicina. In particolare, tali Regioni dovranno sviluppare le applicazioni che abilitano i servizi specifici di telemedicina, ossia la televisita, il telecontrollo, il teleconsulto e il telemonitoraggio, in affiancamento verticale alla componente abilitante sviluppata a livello nazionale. Le due Regioni, con questo incarico, metteranno a disposizione del Paese i servizi e le tecnologie digitali che svilupperanno nell’ambito delle progettualità chiamate a realizzare.

Rete di assistenza sanitaria territoriale

All’interno della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, la riforma 1 “Definizione di un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale” intende perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con i migliori Paesi europei e che consideri, sempre più, il Sistema sanitario nazionale come parte di un più ampio sistema di welfare comunitario.

Da attuarsi entro il secondo trimestre 2022, la riforma (M6C1-1) prevede due attività principali:

  • la definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate da adottarsi entro il 2021 con l’approvazione di uno specifico decreto ministeriale;
  • la definizione entro la metà del 2022, a seguito della presentazione di un disegno di legge alle Camere, di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health”.

Nella Conferenza Unificata del 30 marzo 2022 non si è però (ancora) trovato l’accordo per la riforma in questione: difatti il nodo della carenza delle risorse per l’attuazione del decreto non è stato risolto.

Il Governo potrà in ogni caso adottare dal 16 aprile 2022 il provvedimento, anche se rimarrebbe comunque complesso attuarlo senza il consenso delle Regioni, che sono designati quali soggetti realizzatori degli interventi.

Case della comunità

Nell’ambito della Missione 6 “Salute” – Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, l’investimento 1.1. “Case della Comunità e presa in carico della persona” prevede l’attivazione di 1.288 case della comunità, che potranno utilizzare sia strutture già esistenti sia nuove.

Da cronoprogramma, entro il primo trimestre del 2022 era previsto il completamento dell’individuazione dei siti idonei per la realizzazione delle Case: ma tale attività non risulta ad oggi completata.

Entro giugno 2022 è prevista l’approvazione del relativo Contratto istituzionale di sviluppo con il Ministero della Salute e le autorità regionali ed entro giugno 2026 la costruzione di almeno 1350 case della comunità.

Avvisi già pubblicati di prossima scadenza

Tra gli avvisi già pubblicati nei mesi scorsi e in scadenza nel prossimo trimestre, si segnala l’avviso dell’Agenzia per la coesione territoriale volto alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie: la scadenza per la presentazione delle proposte (originariamente fissata al 24 gennaio 2022) è ora fissata al 22 aprile 2022, dopo essere stata già prorogata al 28 febbraio 2022 e, poi, al 31 marzo 2022.

Si segnala altresì l’avviso pubblico di presentazione dei programmi di intervento del Servizio civile universale e ambientale per l’anno 2022, in scadenza il 29 aprile 2022.

A questo link il monitoraggio completo delle misure e i provvedimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza che possono interessare il Terzo settore.

Leggi anche Pnrr e Terzo settore: dall’istruzione allo sport

© Foto in copertina di Lisa Barbieri, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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