La Riforma Istruzioni per l'uso

Rimborsi ai volontari

COS'È

Il volontario non può ricevere una retribuzione per la propria attività, ma può unicamente vedersi rimborsate dal suo ente del terzo settore (Ets) le spese effettivamente sostenute e documentate per l'attività stessa, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'ente medesimo.

CHI COINVOLGE

Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.

CHI ESCLUDE

Ai fini del codice del terzo settore non si considera volontario l'associato che occasionalmente coadiuvi gli organi sociali nello svolgimento delle loro funzioni.

Le disposizioni del titolo dedicato al volontariato non si applicano agli operatori volontari del servizio civile universale, al personale impiegato all'estero a titolo volontario nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, nonché agli operatori che prestano le attività per il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. L’obbligo di tenuta del registro non si applica ai volontari occasionali.

CASI SPECIFICI

Ai fini del rimborso, è ammissibile anche un’autocertificazione, purché i rimborsi non superino l'importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l'organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.

OBBLIGHI E DIVIETI

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l'ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.

Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La riforma del terzo settore pone precisi paletti e apre a modalità semplificata dell’obbligo di rimborsare soltanto le spese documentate.

Infatti, ai fini del rimborso, è ammissibile anche un’autocertificazione, purché i rimborsi non superino l'importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l'organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”art. 19

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

ENTRATA IN VIGORE

3 agosto 2017

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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