La Riforma Istruzioni per l'uso

5 per mille

COS'È

I contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di interesse sociale. La scelta viene operata in sede di dichiarazione dei redditi, con riferimento pertanto al periodo d’imposta precedente.

CHI COINVOLGE/CHI ESCLUDE

Il nuovo decreto sul 5 per mille individua come destinatari dei contributi in oggetto gli enti che svolgono le seguenti finalità:

  • sostegno degli enti “costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts);
  • finanziamento della ricerca scientifica e dell'università;
  • finanziamento della ricerca sanitaria;
  • sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
  • sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal Comitato olimpico nazionale italiano a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

La nuova normativa precisa, inoltre, che resta possibile la destinazione del contributo a favore del finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e il sostegno agli enti gestori delle aree protette.

COME FUNZIONA

Si è ancora in attesa del decreto attuativo che stabilirà le modalità e i termini per l’accesso al riparto del 5 per mille nonché le modalità e i termini per la formazione, l'aggiornamento e la pubblicazione dell'elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi.

Con lo stesso decreto verrà altresì stabilito l’importo minimo erogabile a ciascun ente beneficiario, le modalità di riparto delle scelte non effettuate dai contribuenti, le modalità per il pagamento del contributo e i termini entro i quali i beneficiari comunicano i dati necessari per il pagamento delle somme assegnate, pena la perdita del diritto al percepimento del contributo e l’assegnazione delle stesse all’entrata del bilancio dello stato.

Fino all’emanazione del suddetto decreto, continua a valere l’elenco permanente degli iscritti pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Possono comunque presentare domanda gli enti di nuova costituzione (ai sensi del Dlgs 117/17) o quelli di vecchia costituzione non ancora iscritti. In questo secondo caso, le tipologie di enti ammissibili sono

    • organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991
    • Onlus - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo10 del decreto legislativo 460/1997)
    • cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991
    • organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all’Anagrafe unica delle onlus su istanza delle stesse (art. 32, comma 7 della legge n. 125 del 2014)
    • enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del decreto lesgislativo n. 460 del 1997
    • associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997
    • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7 della legge 383/2000)
    • associazioni e fondazioni di diritto privato che operano nei settori indicati dall’articolo10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 460/1997
    • le associazioni sportive dilettantistiche (Asd) riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche trasmettono telematicamente la domanda di iscrizione al 5 per mille all’Agenzia delle entrate. Gli enti del volontariato inviano la dichiarazione sostitutiva alla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente, mentre le associazioni sportive dilettantistiche inviano la dichiarazione sostitutiva all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione interessata.

OBBLIGHI

La nuova normativa prevede che tutti gli enti percettori hanno l’obbligo di redigere un apposito rendiconto sull’utilizzo delle somme ricevute a titolo di 5 per mille. È bene sottolineare che la normativa pone delle restrizioni all’utilizzo del contributo, in particolare le somme non possono essere utilizzate per coprire le spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione della quota del 5 per mille.

Come avviene ora, tutti i soggetti beneficiari dovranno redigere il rendiconto e la relazione illustrativa, dal quale risultino in modo chiaro e dettagliato la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite. Sinora, solo gli enti che percepiscono un importo superiore ai 20.000 euro sono tenuti all’invio della rendiconto e della relazione al Ministero  entro 1 anno dal percepimento della somma, e di trasmetterla entro i 30 giorni successivi all’amministrazione erogatrice. Per le modalità future si è in attesa dell’apposito Dpcm.

Per gli stessi beneficiari la nuova norma introduce l’ulteriore obbligo di pubblicazione sul proprio sito web degli importi percepiti, del rendiconto e della relazione illustrativa, osservando la medesima scadenza dei tredici mesi. Sono altresì previste sanzioni amministrative pecuniarie in caso di inadempimento.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Nella precedente discipilina i destinatari invece erano individuati tra gli enti deputati al sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucra­tive di utilità sociale (Onlus), delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti e delle asso­ciazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'arti­colo 10, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 460 del 1997.

L’attuale formulazione invece menziona gli enti “costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore;

REGIME TRANSITORIO

Fino all’emanazione del decreto attuativo, si continua ad applicare la normativa preesistente, per cui non sono tenuti a trasmettere nuovamente la richiesta d’iscrizione telematica – e a inviare la dichiarazione sostitutiva alla competente amministrazione – gli enti che sono già presenti nell’elenco permanente degli iscritti, pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Inoltre, fino all’entrata in funzione del registro unico nazionale del terzo settore, solo gli enti che hanno ricevuto un contributo superiore a 20.000 euro, hanno l’ulteriore obbligo di trasmettere il rendiconto delle somme ricevute all’amministrazione erogatrice entro 13 mesi dalla percezione della somma.

A partire dal 2018, se la somma percepita a titolo di 5 per mille è superiore a 10.000 euro o, se sommata ad altri vantaggi economici percepiti dalle pubbliche amministrazioni, si superi comunque tale importo, vige invece l’obbligo di pubblicazione del contributo ricevuto sul sito internet o sui portali digitali dell’ente entro il 28 febbraio dell’anno successivo alla percezione della somma.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111 “Disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche”

Dl 6 luglio 2011, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111: art. 23, comma 46

Decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148 “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”art. 17-ter

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 novembre 2010, n. 231 “Regolamento di attuazione dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, riguardante i termini dei procedimenti amministrativi del Ministero per i beni e le attività culturali aventi durata superiore a novanta giorni”

Legge 4 agosto 2017, n. 124 “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”art. 1, commi 125-129

Nota direttoriale dell’11 gennaio 2019 del Ministero del lavoro “Legge 4 agosto 2017, n. 124 - articolo 1, commi 125-129. Adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità”

ABROGAZIONI E MODIFICHE LEGISLATIVE

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

Legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”

Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 “Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”: articoli da 10 a 29, fatto salvo l’articolo 13, commi 2,3 e 4.

ENTRATA IN VIGORE

Le disposizioni hanno effetto a decorrere dall'anno successivo a quello di operatività del registro; fino a tale anno continua ad applicarsi la disciplina ora vigente.

Pertanto la quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche continua ad essere destinata al sostegno degli enti individuati dalla precedente disciplina, ovvero l'articolo 2, comma 4-novies, lettera a), del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.

Tali enti sono:

  • sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucra­tive di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, e delle asso­ciazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'arti­colo 10, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 460 del 1997;
  • finanziamento della ricerca scientifica e dell'università;
  • finanziamento della ricerca sanitaria;
  • sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
  • sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal Comitato olimpico nazionale italiano a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

Non è inoltre ancora stato emanato il decreto attuativo presvito, per cui si applicano le disposizioni tuttora vigenti.

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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