Controlli, verifiche e sanzioni

I soggetti responsabili, gli obblighi per il datore di lavoro, le modalità di controllo sull'obbligo di green pass nei luoghi di lavoro

CHI SONO I SOGGETTI RESPONSABILI DEL CONTROLLO

Il controllo è a carico delle amministrazioni pubbliche e dei datori di lavoro dei soggetti che a vario titolo svolgono attività lavorativa.

Al personale che svolge la propria attività in luoghi di lavoro privati si applicano le stesse disposizioni previste per il settore pubblico in termini di disciplina su controlli, verifiche e sanzioni sull’imposizione del green pass.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI PER IL DATORE DI LAVORO

L’amministrazione pubblica e il datore di lavoro del settore privato sono tenuti al controllo del rispetto dell’obbligo del personale di accesso munito di green pass.

Prima del 15 ottobre 2021, questi soggetti sono tenuti a:
a) definire le modalità operative per l’organizzazione dei controlli;
b) individuare con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni, che trasmetteranno gli atti al Prefetto.

In merito alle modalità organizzative nei luoghi di lavoro pubblico, è prevista l’emanazione di linee guide a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri su proposta dei Ministri della Pubblica amministrazione e della Salute.

COME EFFETTUARE LA NOMINA DELL’INCARICATO ALLA VERIFICA

Le amministrazioni pubbliche e i datori di lavoro privati individuano i i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle possibili violazioni.

Nell’atto di nomina dell’incaricato alla verifica occorre indicare le modalità operative per svolgere il controllo, che sono:

  • utilizzo dell’app “VerificaC19”;
  • richiesta di documenti di identità se risultano incoerenze;
  • indicazione di non raccogliere i dati personali;
  • indicazione di non permettere l’accesso alle persone prive di green pass;
  • richiesta di intervento della forza pubblica in situazioni di possibili rischi.

L’incaricato alla verifica è tenuto a firmare il modulo di incarico, così come da esempio (da scaricare qui).

QUALI SONO LE MODALITÀ DI VERIFICA

La verifica del green pass è effettuata mediante lettura del codice a barre bidimensionale presente sul certificato, utilizzando l’apposita applicazione mobile (“VerificaC19”), che consente unicamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.

L’intestatario della certificazione verde all’atto della verifica dimostra, a richiesta dei verificatori, la propria identità personale mediante l’esibizione di un documento di identità.

I controlli devono effettuarsi in maniera prioritaria, laddove possibile, ogni volta che si accede ai luoghi di lavoro, potendo comunque essere svolti anche a campione.

Le verifiche devono essere effettuate con le modalità operative di cui al dpcm 17 giugno 2021.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DEL MANCATO RISPETTO DELL’OBBLIGO

Il soggetto che comunica di non essere in possesso del certificato o ne risulti comunque privo al momento dell’accesso è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione verde e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono, però, dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento.

QUALI SONO LE SANZIONI

L’accesso di lavoratori nei luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo di green pass è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 a 1.500 euro.

Il datore di lavoro che non verifichi il possesso della certificazione o non adotti le misure organizzative per l’accesso dei lavoratori è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1.000 euro. Le sanzioni sono stabilite dal Prefetto.

IL CASO DELLE AZIENDE CON MENO DI 15 DIPENDENTI

Dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. La sospensione può valere al massimo per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e fino al massimo al 31 dicembre 2021.

Anche se non obbligatorio, è consigliabile tenere un registro dei volontari in cui monitorare i controlli sul green pass. Qui è possibile scaricare un modulo di esempio.

FAQ. DOMANDE E RISPOSTE UTILI

1. I soggetti incaricati alla verifica delle violazioni devono essere dipendenti o possono essere soggetti terzi?

Il dl n. 127/2021 non specifica nulla al riguardo, ma la risposta pare poter essere positiva circa l’utilizzo di soggetti terzi.

2. In caso di verifica non a campione, è immaginabile un procedimento disciplinare nei confronti dell’addetto al controllo ove si riscontri un accesso di un soggetto privo di green pass?

Sì, pare sostenibile la contestazione in considerazione del fatto che si sarebbe in presenza di una violazione rispetto ad una mansione assegnata.

3. È possibile effettuare la verifica del “green pass” anche tramite autocertificazione?

No, le autocertificazioni non sono ammesse. Oltre all’app “VerificaC19”, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. Tali verifiche potranno avvenire attraverso:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell'economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC; per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi informativi di gestione del personale del, e la Piattaforma nazionale-DGC.
4. Quali sono le conseguenze qualora un volontario non fosse in possesso del “green pass”? L’associazione che non controlla il “green pass” ai volontari potrebbe incorrere in sanzioni?

Se, a seguito del controllo prima dell’accesso al posto di lavoro, il volontario risultasse privo del green pass, potrebbe essere allontanato dal posto di lavoro.
Qualora, invece, il volontario prestasse la propria attività senza il possesso del green pass, potrebbe essere punito con sanzione dai 600 ai 1500 euro.
Il datore di lavoro può essere punito con sanzione da 400 a 1000 solo nel caso in cui non abbia posto in essere tutte le misure per disporre le verifiche del possesso del green pass, anche a campione.

Foto di Mabel Amber, who will one day da Pixabay

La cassetta degli Attrezzi

Gli strumenti utili al non profit

vai alla sezione
cassetta degli attrezzi

Registrati alla Newsletter

Un Progetto di

forum terzo settore
CSVnet