Dall’Agenzia delle entrate

Una raccolta di circolari, note, risposte e comunicazioni sulla fiscalità che possono interessare le organizzazioni del Terzo settore e non profit in generale realizzata in collaborazione con CSVnet Lombardia

LUGLIO 2026

Un Ets mantiene le agevolazioni fiscali (imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa) fruite in sede di acquisto di un immobile anche nell’ipotesi di successiva vendita del bene prima di 5 anni, purché l’immobile sia stato preventivamente e concretamente destinato allo svolgimento delle attività istituzionali dell’ente. In caso di vendita entro 5 anni, l’ente dovrà comunque fare attenzione alle imposte sui redditi ordinarie, poiché l’operazione potrebbe generare una plusvalenza tassabile.

Risposta a interpello 134/2026 del 6/7/2026

La fusione per incorporazione tra enti religiosi della stessa struttura è esclusa da IVA e paga le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. Ai fini delle imposte sui redditi, l’operazione è neutrale se i beni restano nella stessa sfera (istituzionale o commerciale). Se invece un immobile passa dall’attività religiosa a quella commerciale, si applica il valore di mercato e può emergere una plusvalenza tassabile, a meno che l’ente non lo possedesse già da oltre cinque anni.

Principio di diritto 1 del 7/7/2026

APRILE 2026

Gli ETS proprietari/gestori di immobili (sedi, servizi, comunità, housing) che hanno realizzato interventi con Superbonus e modelli “chiavi in mano” (appalto/subappalto) possono usare questi chiarimenti per ridurre incertezze su spese agevolabili e rischio di contestazioni in verifica.

Risoluzione n. 17 del 29/04/2026

FEBBBRAIO 2026

È rilevantissima per ETS coinvolti nelle CER (come “facilitatori/gestori”): chiarisce quando le trattenute finalizzate a coprire costi di gestione non costituiscono corrispettivi e quindi restano fuori campo IVA / non “commerciali”, se coerenti con finalità istituzionali e senza sinallagma verso il singolo associato.

Risposta n. 22 del 09/02/2026

È la circolare “quadro” sulla fiscalità ETS: fornisce criteri applicativi per la qualificazione fiscale degli enti iscritti al RUNTS e per la distinzione tra attività non commerciali e commerciali (con ricadute immediate su contabilità, impostazione dei corrispettivi, rendicontazione e controlli). È utile anche per gestire correttamente le decorrenze e i passaggi organizzativi legati all’ingresso nel nuovo regime.

Circolare n. 1/E del 19/02/2026

 

Riguarda in modo diretto gli ETS che sono datori di lavoro: chiarisce come applicare le misure di detassazione (imposte sostitutive) su aumenti da rinnovi contrattuali e su indennità/maggiorazioni (turni, notturno, festivi), indicando condizioni soggettive e modalità operative da parte del sostituto d’imposta. È un riferimento pratico per allineare paghe, CU e procedure interne e ridurre rischi di errori nei conguagli.

Circolare n. 2/E del 24/02/2026

 

 

Molti ETS operano in ambito socio-sanitario o gestiscono servizi con professionisti/strutture: la risoluzione chiarisce quando si applica l’esenzione IVA e quando invece l’IVA è dovuta, con riflessi su tariffe, contratti e adempimenti (anche fatturazione verso persone fisiche).

Risoluzione n. 9 del 24/02/2026

 

 

 

GENNAIO 2026

Gli ETS con dipendenti possono applicare (se ne ricorrono i presupposti) la detassazione prevista dalla Legge di bilancio 2026; la risoluzione è operativa perché istituisce i codici tributo e indica come gestire i versamenti tramite F24.

Risoluzione n. 2/E del 29/01/2026

Vale per ETS “datori di lavoro” che riconoscono aumenti 2026 in attuazione di rinnovi CCNL nel periodo indicato; la risoluzione serve per la parte pratica (F24/codici tributo e condizioni operative).

Risoluzione n. 3/E del 29/01/2026

È utile come “alert” per enti non commerciali che possono ricevere lasciti o eredità con elementi di internazionalità: ribadisce che l’esenzione non opera se manca la condizione di reciprocità richiesta, con conseguenze dirette sul carico d’imposta e sulla pianificazione successoria.

Risposta n. 16 del 22/01/2026

Chiarisce che l’attività “tipica” del GAS/APS (acquisto collettivo e redistribuzione ai soli aderenti, alle condizioni indicate) costituiti come APS  resta non commerciale / fuori campo IVA, anche alla luce dell’evoluzione del quadro ETS, evitando letture che avrebbero potuto far scattare obblighi IVA e relativi adempimenti.

Risposta n. 20 del 27/01/2026

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