Dall’Agenzia delle entrate

Una raccolta di circolari, note, risposte e comunicazioni sulla fiscalità che possono interessare le organizzazioni del Terzo settore e non profit in generale

GIUGNO 2022

L’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, con la circolare n. 21 del 06 giugno 2022, chiarisce i termini del Protocollo d’intesa stipulato con il Coni in materia di applicazione della normativa sugli apparecchi utilizzati dalle Federazioni sportive. L’utilizzo a fini sportivi consente l’accesso a semplificazioni e agevolazioni fiscali ma è condizionato dalla sussistenza di una serie di vincoli. L’agevolazione riguarda infatti solo un numero limitato di giochi (che non potrà essere superiore al 15% del numero di tesserati della singola Asd/Ssd) e la Asd/Ssd deve essere in possesso di certificati attestanti la regolarità e la conformità per l’utilizzo a fini sportivi di tali giochi. Tali certificati vengono rilasciati dall’Adm su richiesta delle Federazioni Sportive affiliate al Coni, chiamate a inviare entro il 24 giugno p.v. alla pec dir.giochi.apparecchi@pec.adm.gov.it una scheda riportante i dati delle Asd/Ssd affiliate, il numero dei rispettivi tesserati ed il numero degli apparecchi certificati a fini sportivi, sempre non superiore al 15% del numero di tesserati della singola Ssd/Asd e la tipologia di apparecchio ad uso sportivo oggetto di certificazione.

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MAGGIO 2022

L’Agenzia delle entrate con la Risposta n. 312 del 27/5/2022, affronta i seguenti quesiti:

  • sussiste o meno l’obbligo dichiarativo ai fini delle imposte dirette (Ires e Irap) in capo ad un ente non commerciale esente?
  • nel caso di risposta affermativa, come si compila la dichiarazione dei redditi?

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APRILE 2022

L’Agenzia delle entrate con la Risposta n. 238 del 29/4/2022, affronta i seguenti quesiti:

1) a quali soggetti possano essere erogate le liberalità ai fini della fruizione della deduzione fiscale da parte dei soggetti titolari di reddito di impresa;

2) se l’attivazione di conti bancari vincolati, da parte dei beneficiari, debba ritenersi precondizione essenziale per l’applicazione alla società donante del regime di favore di cui all’articolo 66 del decreto legge n. 18 del 2020;

3) se, ai fini della deducibilità fiscale delle erogazioni, il donante sia tenuto ad accertare il loro impiego effettivo, da parte dei beneficiari, a sostegno dell’emergenza da covid-19.

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Il direttore dell’Agenzia delle entrate – con il provvedimento n. 143438 del 27 aprile 2022 – ha approvato il modello che dovrà essere presentato in via telematica entro il 30 giugno anche se la stampa specializzata ipotizza una proroga della scadenza. Avverso il provvedimento che ha adottato il modello si segnala inoltre il ricorso al Tar Lazio presentato dalle associazioni Aidc, Anc, Sic, Unagraco, Ungdcec e da numerosi commercialisti che hanno agito in proprio e come amministratori di società.

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L’Agenzia delle entrate, con la Risposta ad interpello n. 221/2022 del 27 aprile 2022, offre alcuni chiarimenti in merito al trattamento Iva della gestione di servizi di assistenza sociale non domiciliare in favore di soggetti con disturbi psichiatrici a seguito del quesito proposto da una impresa sociale.

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Sul tema interviene l’Agenzia delle entrate con la Risposta ad interpello n. 192 del 14 aprile 2022 evidenziando la necessità di liquidare l’imposta.L’articolo 5 della Tariffa, Parte prima, allegata al sopra citato dpr n. 131 del 1986, prevede il pagamento dell’imposta di registro, tra gli altri atti, per le “Concessioni su beni demaniali” nella misura del 2 per cento, applicata sull’ammontare del canone complessivamente pattuito per l’intera durata della concessione. In caso di proroga ex lege di tali concessioni, si può far riferimento all’articolo 36, comma 3, del citato dpr n. 131 del 1986 che si riferisce ai “Contratti a tempo indeterminato e contratti con patto di proroga tacita o di recesso anticipato”, il quale al comma 3  prevede che “Per i contratti con patto di proroga tacita l’imposta è applicata in relazione alla durata pattuita, salvo l’obbligo delle parti di denunciare a norma dell’articolo 19 l’ulteriore periodo di durata del rapporto e di pagare la relativa imposta”.

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Sul punto si attende l’entrata in vigore della riforma ma nell’attesa è utile esaminare le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la risposta ad interpello n. 190 del 13 aprile 2022.

L’Agenzia – così come le numerose sentenze della Cassazione intervenute in questi ultimi mesi – ricorda quindi che l’istituto non è utilizzabile per chi svolge professionalmente tale attività. Questo è sicuramente un tema delicato atteso che:

– la professionalità non presuppone la titolarità della partita iva nè l’esclusività dell’attività,

– la continuità dell’attività ne può costituire un indicatore,

– la titolarità della laurea in scienze motorie ne può costituire un indicatore mentre i titoli di qualificazione rilasciati dagli organismi sportivi riconosciuti dal Coni non sono stati considerati qualificanti una attività professionale (in tal senso circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro del 1° dicembre 2016, prot. 1/2016)

L’Agenzia delle entrate non interviene sul tema del necessario tesseramento degli allenatori ma nella risposta a interpello n. 189 del 12 aprile 2022 l’Agenzia aveva evidenziato come l’istituto fosse condizionato alla circostanza che non fosse “collegato all’assunzione di un obbligo personale diverso da quello derivante dal vincolo associativo”. Il vincolo associativo garantisce inoltre ai collaboratori la possibilità di incidere sulle decisioni dell’associazione così come la possibilità di candidarsi a rivestire la carica di amministratore, con ciò evidenziando l’assenza di etero-organizzazione nelle collaborazioni.

L’Agenzia infine non interviene neppure sul tema delle qualifiche richieste per lo svolgimento delle attività: si ricorda però che su tali aspetti è competente l’Organismo sportivo riconosciuto dal Coni a cui l’associazione o società sportiva risulta affiliata.

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No, come chiarito l’Agenzia delle entrate con la Risposta ad interpello n. 189 del 12 aprile 2022, atteso che “le prestazioni descritte non sembrano strettamente connesse e necessarie allo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche dell’ASD Istante, apparendo piuttosto collegate all’assunzione di un obbligo personale diverso da quello derivante dal vincolo associativo”.  

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Nell’ambito della comunicazione istituzionale degli enti del Terzo settore il sodalizio potrebbe acquistare fotografie realizzate da professionisti. L’Agenzia delle entrate, con la Risposta n. 188 del 12 aprile 2022 chiarisce che è possibile applicare l’aliquota agevolata del 10% – ai sensi n. 127- septiesdecies) della Tabella A, Parte III, dpr 633 del 1972 – a condizione che “le fotografie siano eseguite dall’artista, tirate da lui stesso o sotto il suo controllo, firmate e numerate nei limiti di trenta esemplari, di qualsiasi formato e supporto”. Conclude l’Agenzia evidenziando che “Resta inteso che qualora il Contribuente fornisca un servizio omnicomprensivo, ad esempio, di foto, video e anche dell’eventuale presenza di ulteriori operatori, detta prestazione sarà assoggettata all’aliquota Iva ordinaria”.

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MARZO 2022

Una cooperativa sociale Onlus nell’ambito della propria attività educativa intende fornire un servizio didattico-ricreativo rivolto ai bambini vendendo online una scatola contenente differenti tipologie di oggetti e strumenti utili a svolgere attività didattiche, per il tramite di video tutorial realizzati dagli operatori culturali della cooperativa, scaricabili online: si tratta di una prestazione di servizi educativi, con applicazione dell’iva al 5%, o di una cessione di beni con applicazione dell’Iva al 22%?

L’Agenzia (Risposta n. 148 del 22 marzo 2022) ritiene che non si possa parlare di servizi educativi atteso che “tutorial constano di videoregistrazioni che gli utenti possono scaricare massivamente da internet, per poi essere guidati nell’utilizzo del materiale acquistato nella scatola, e non già di corsi
on line destinati ai bambini, i quali possono interagire, con la stessa modalità, con gli educatori”. Le schede illustrative e i video tutorial non sembrerebbero configurano un “servizio educativo”, in quanto l’elemento prevalente dell’operazione è la cessione di beni.

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L’Agenzia delle entrate viene interpellata (Risposta ad Interpello n. 92/2022) in merito al regime fiscale delle organizzazioni di volontariato che effettuano, nel rispetto delle finalità statutarie, servizio di trasporto sanitario.

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FEBBRAIO 2022

Sul tema interviene l’Agenzia delle entrate rispondendo all’istanza di interpello n. 47 del 21 gennaio 2022. Qualora una cooperativa sociale di produzione e lavoro rientri tra le ipotesi di esenzione dalle imposte sui redditi di cui al citato articolo 11 del dpr n. 601 del 1973, non potrà beneficiare del Superbonus, né potrà esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione. Tuttavia, qualora il medesimo soggetto usufruisca della esenzione parziale dalle imposte sui redditi, ai sensi del medesimo articolo 11 del dpr n. 601 del 1973, potrà accedere al Superbonus, nel rispetto delle condizioni e degli adempimenti ivi previsti con la possibilità di optare per la fruizione del già menzionato Superbonus in una delle modalità alternative previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio.

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Sul tema è intervenuta l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 5 del 25 febbraio 2022.

All’interno del provvedimento di prassi è presente un approfondimento sulle modifiche alla disciplina Iva degli enti associativi che, si ricorda, saranno operative dal 1° gennaio 2024.

Si tratta di disposizioni che renderebbero le operazioni effettuate da enti non commerciali a carattere associativo conformi alle indicazioni previste dall’articolo 132 della direttiva 2006/112/CE15. In forza di esse, infatti, le operazioni ivi previste risulterebbero non più escluse dal campo di applicazione dell’Iva, bensì rilevanti ai fini dell’imposta, sebbene in regime di esenzione. A ciò consegue che “per le operazioni ivi richiamate effettuate a partire dal 1° gennaio 2024, si applicano – salvo i casi di opzione per la “dispensa dagli adempimenti” di cui all’articolo 36 bis del dpr n. 633 del 1972 – le disposizioni di cui al Titolo II del medesimo decreto, concernenti, ad esempio, l’obbligo di fatturazione o di trasmissione dei corrispettivi, di comunicazione delle liquidazioni periodiche e di dichiarazione annuale delle operazioni effettuate. Inoltre, diversamente dalla disciplina attualmente in vigore, l’ammontare di tali operazioni contribuirà alla determinazione del volume d’affari di cui all’articolo 20 del decreto Iva”.

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L’Agenzia delle entrate, nella circolare n. 3 del 4 febbraio 2022, interviene sulle principali novità in materia di IVA, imposte di registro, ipotecaria e catastale e imposta di bollo contenute nella legge di 30 dicembre 2021, n. 234

Nel provvedimento di prassi si segnalano chiarimenti sulla sospensione dei termini di versamento per federazioni, società e associazioni sportive (commi 923 e 924)

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GENNAIO 2022

Sul punto interviene l’Agenzia delle entrate (Risposta n. 25 del 14 gennaio 2022) evidenziando come non considera «servizi prestati tramite mezzi elettronici», «i servizi di insegnamento, per i quali il contenuto del corso è fornito da un insegnante attraverso Internet o una rete elettronica, vale a dire mediante un collegamento remoto», come nel caso in esame. Per contro, ci si trova di fronte a servizi elettronici, come specificato dallo stesso articolo 7, paragrafo 1, del medesimo Regolamento, quando la fornitura dei servizi avviene attraverso Internet o una rete elettronica e la loro natura «rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione».

Nella risposta ad interpello, alla cui lettura integrale si rinvia, vengono riassunti i requisiti per poter applicare l’esenzione Iva alla prestazione didattica.

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Sul tema interviene l’Agenzia delle entrate (Risposta n. 1 del 3 gennaio 2022) ritenendo possibile applicare il regime di esenzione ai sensi dell’articolo 10, primo comma, numero 22) del decreto Iva, in quanto sono rispettati i seguenti vincoli:

  • i tour virtuali sono realizzati in diretta attraverso delle vere e proprie visite personalizzate, con possibilità di interazione dei clienti con la guida turistica abilitata;
  • i tour sono realizzati in “musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”.

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