Whistleblowing, Anac apre l’elenco degli enti del Terzo settore

C’è tempo fino al 13 aprile per la manifestazione di interesse per supportare gratuitamente i lavoratori che decidono di segnalare eventuali illeciti in ambito lavorativo

Gli enti del Terzo settore interessati hanno tempo fino al prossimo 13 aprile per presentare la propria manifestazione di interesse per l’eventuale iscrizione nell’elenco degli enti che forniscono a titolo gratuito misure di sostegno alle persone segnalanti (whistleblower). L’elenco è istituito presso l’Anac in base a quanto previsto dal decreto legislativo n. 24/2023 attuativo della direttiva europea n. 1937 del 2019 sul whistleblowing, la segnalazione di illeciti, frodi o irregolarità in contesti lavorativi (maggiori informazioni qui).

Nello specifico, le misure di sostegno consistono in informazioni, assistenza e consulenze a titolo gratuito sulle modalità di segnalazione e sulla protezione dalle ritorsioni offerta dalle disposizioni normative nazionali e da quelle dell'Unione europea, sui diritti della persona coinvolta, nonché sulle modalità e condizioni di accesso al patrocinio a spese dello Stato.

L’avviso Anac: requisiti, criteri e modalità di presentazione

Nell’avviso pubblicato dall’Autorità nazionale anticorruzione sono specificati in modo dettagliato i requisiti di partecipazione, i criteri di valutazione e le modalità di presentazione delle manifestazioni di interesse e delle relative dichiarazioni. Il documento definisce inoltre le regole per la formazione, l’approvazione e la validità dell’elenco, oltre ai motivi che possono comportare l’esclusione.

Gli enti interessati all’inserimento nell’elenco devono far pervenire la richiesta, redatta sulla base dello specifico modello A allegato all’avviso, inviando contestualmente lo statuto. La domanda deve essere presentata entro il ventesimo giorno dalla pubblicazione dell’avviso, seguendo le corrette modalità di sottoscrizione dell’istanza e di inoltro ad Anac indicate nel testo.

Le domande presentate oltre il termine non vengono respinte, ma saranno esaminate in occasione del successivo aggiornamento dell’elenco, previsto con cadenza semestrale, a decorrere dalla pubblicazione dell’elenco stesso sul sito istituzionale dell’Autorità.

L’elenco degli enti del Terzo settore istituito presso Anac non è espressione di alcuna procedura selettiva e non prevede una graduatoria di merito. Si tratta piuttosto di uno strumento di ricognizione, finalizzato a individuare gli enti in possesso di precisi requisiti.

Possono essere inseriti nell’elenco gli enti del Terzo settore — diversi dalle imprese sociali, incluse le cooperative sociali — che esercitano, in via esclusiva o principale, attività di interesse generale finalizzate al perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Un requisito essenziale è l’iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

I requisiti valutati positivamente

Ai fini dell’iscrizione nell’elenco Anac, saranno valutati positivamente ulteriori elementi, tra cui:

  • l’iscrizione al Runts da almeno tre anni;
  • un numero di associati superiore a dodici;
  • la presenza di una struttura organizzativa interna adeguata a garantire supporto e formazione ai whistleblower, inclusi canali di ascolto dedicati (come linea telefonica, casella postale o indirizzo e-mail dedicato) e personale competente, disponibile e imparziale;
  • lo svolgimento di esperienze qualificate nel settore della prevenzione della corruzione, effettuate a titolo gratuito, utili ad assicurare assistenza e consulenza sui diritti del segnalante, sulle modalità di segnalazione, sulla protezione dalle ritorsioni e sull’accesso al patrocinio a spese dello Stato.

Servizi gratuiti e divieto di compensi

Un aspetto centrale dell’avviso riguarda il carattere esclusivamente gratuito delle attività di supporto. È infatti vietato agli enti iscritti nell’elenco Anac richiedere o ricevere qualsiasi corrispettivo dai segnalanti: le misure di sostegno devono essere fornite senza alcun onere economico per le persone che si rivolgono agli enti.

Un principio che rafforza il ruolo del Terzo settore come soggetto di garanzia e accompagnamento, in un ambito delicato come quello della tutela di chi segnala illeciti, frodi o irregolarità nei contesti lavorativi.

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