Personalità giuridica per gli enti del Terzo settore: i passaggi da seguire

Uno studio del Consiglio Nazionale del Notariato chiarisce, tra le altre cose, anche alcuni aspetti operativi per le associazioni del Terzo settore già iscritte al registro unico nazionale

Sono diverse le associazioni già iscritte al registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) che stanno valutando se acquisire la personalità giuridica. Un utile contributo arriva dallo Studio n. 9-2023/CTS del Consiglio Nazionale del Notariato, a cura di Federico Magliulo, dedicato nello specifico al passaggio da associazione non riconosciuta ad associazione riconosciuta e viceversa.

La qualificazione giuridica del passaggio da associazione “non riconosciuta” a “riconosciuta” e i requisiti necessari per ottenere la personalità giuridica

Lo studio del Notariato chiarisce anzitutto come il passaggio da associazione non riconosciuta ad associazione riconosciuta non vada letto come una “trasformazione” in senso tecnico dell’ente, ma come l’acquisto della personalità giuridica da parte dello stesso. La distinzione non è solo teorica, ma ha dei fondamentali risvolti pratici ed applicativi. Se si trattasse di una trasformazione, verrebbero in rilievo gli adempimenti propri dell’art. 42-bis del codice civile; secondo l’impostazione ritenuta preferibile dal Notariato, invece, il procedimento resta quello ordinario dell’art. 22 del codice del Terzo settore, fondato sulla delibera dell’organo competente, sull’intervento del notaio e sulla verifica del patrimonio minimo richiesto dalla legge. In sostanza, l’associazione non cambia la propria forma giuridica: resta un’associazione, ma acquisisce la personalità giuridica.

Sul piano operativo, il Notariato evidenzia il profilo per il quale, anche se l’associazione è già iscritta al Runts e anche qualora il passaggio non comporti una modifica statutaria, è comunque necessaria una deliberazione dell’assemblea. La ragione è che l’acquisizione della personalità giuridica incide in modo significativo sulla vita dell’ente: cambia, infatti, non solo il regime della responsabilità di chi agisce in nome e per conto dell’associazione, ma l’ente entra in un quadro nuovo di regole fondato sui principi di trasparenza e controllo previsti dal codice del Terzo settore, il quale prevede anche un sistema di tutela del patrimonio minimo. Per questo, lo studio richiama la necessità del quorum (rafforzato) previsto per le modifiche statutarie, salvo diverso quorum stabilito dallo statuto.

Decisivo è poi il ruolo del notaio, che è chiamato a stilare il verbale assembleare e a verificare la sussistenza delle condizioni richieste dalla legge, compreso il possesso del patrimonio minimo. Per le associazioni del Terzo settore, il riferimento è al patrimonio netto non inferiore a 15.000 euro. Inoltre, trattandosi di enti già operanti, lo studio osserva che la verifica patrimoniale richiede una relazione giurata di un revisore legale, aggiornata a non più di 120 giorni, dalla quale emerga la consistenza del patrimonio netto. Laddove sia presente l’organo di controllo, la verifica patrimoniale potrà essere svolta da un componente di quest’ultimo solo se in possesso della qualifica di revisore legale.

La personalità giuridica: i vantaggi e le possibili criticità

La riflessione circa l’opportunità o meno di acquisire la personalità giuridica deve essere svolta ponendo attenzione sia ai possibili punti di forza sia alle eventuali criticità. Riportiamo di seguito alcuni spunti di riflessione:

Perché può essere opportuno acquisire la personalità giuridica

  • Maggiore protezione patrimoniale. Con la personalità giuridica, per le obbligazioni contratte risponde soltanto l’ente con il proprio patrimonio. È il vantaggio principale, perché riduce per il futuro l’esposizione personale di chi agisce in nome e per conto dell’associazione.
  • Più affidabilità nei rapporti con terzi. La personalità giuridica può rafforzare la credibilità dell’ente nei confronti di banche, finanziatori, pubbliche amministrazioni e partner, anche perché presuppone un controllo sui requisiti richiesti dalla legge e sul mantenimento del patrimonio minimo necessario per acquisirla.
  • Assetto più strutturato. L’ente entra in un regime più formalizzato, con un sistema di controlli e pubblicità che può favorire maggiore stabilità organizzativa e chiarezza interna.
  • Più adatta ad enti che crescono. Può essere particolarmente utile per associazioni che gestiscono attività continuative, rapporti contrattuali rilevanti, personale o patrimoni più consistenti. Questa è una valutazione pratica che discende dal diverso regime di responsabilità.

Attenzioni da valutare

  • Serve un patrimonio minimo. Per le associazioni enti del Terzo settore (Ets) occorre un patrimonio netto non inferiore a 000 euro. È quindi una scelta che richiede una base patrimoniale adeguata e documentabile.
  • Più costi e più adempimenti. Delibera assembleare, atto pubblico, verifica patrimoniale, deposito al Runts e documentazione aggiornata rendono il procedimento più impegnativo rispetto alla permanenza come associazione non riconosciuta.
  • Occorre mantenere il patrimonio minimo nel tempo. Il Codice prevede specifici obblighi se il patrimonio minimo si riduce di oltre un terzo, con la necessità di ricostituirlo oppure di deliberare la trasformazione, la prosecuzione dell’attività in forma di associazione non riconosciuta, la fusione o lo scioglimento dell’ente.

Lo studio del Notariato richiama infine l’attenzione sul fatto che l’acquisizione della personalità giuridica non elimina la responsabilità personale e solidale per le obbligazioni pregresse di coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione prima del riconoscimento. In altri termini, il nuovo regime opera per il futuro, ma non cancella automaticamente le responsabilità già maturate.

In sintesi, per un’associazione Ets già iscritta al Runts che voglia acquisire la personalità giuridica, il percorso indicato è chiaro: delibera assembleare, intervento del notaio, verifica del patrimonio minimo da parte di un revisore legale e adeguata documentazione patrimoniale aggiornata. Un passaggio che può rafforzare l’autonomia patrimoniale dell’ente, ma che richiede attenzione nella preparazione degli atti e nella verifica preliminare dei requisiti.

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