La Riforma Istruzioni per l'uso

Il volontario e le attività di volontariato

COS'È

Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del terzo settore (Ets), mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.

Rispetto alla precedente legge sul volontariato, il codice fa un riferimento più espresso al fatto che il beneficiario dell’azione di volontariato è la comunità, e quindi la finalità è la promozione di risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione. Nella normativa il focus è sulla persona che fa volontariato, non più sulla sola attività. Il volontariato è uno degli elementi comuni tra tutti gli enti di terzo settore.

CHI ESCLUDE

Ai fini del codice del terzo settore, non si considera volontario l'associato che occasionalmente coadiuvi gli organi sociali nello svolgimento delle loro funzioni.

Le disposizioni del titolo dedicato al volontariato non si applicano agli operatori volontari del servizio civile universale, al personale impiegato all'estero a titolo volontario nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, nonché agli operatori che prestano le attività per il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.

COME FUNZIONA

L'attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. L’ente del terzo settore tramite il quale svolge l'attività può rimborsargli soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l'attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'ente medesimo. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

Ai fini del rimborso, è ammissibile anche un’autocertificazione, purché i rimborsi non superino l'importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l'organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l'ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.

Vengono previste alcune norme di promozione del volontariato:

  • le amministrazioni pubbliche devono promuovere la cultura del volontariato, in particolare tra i giovani e nelle strutture educative, valorizzando le diverse espressioni di volontariato, anche attraverso il coinvolgimento delle stesse organizzazioni di terzo settore;
  • la legge prevede che sia introdotto normativamente il riconoscimento in ambito scolastico, universitario e lavorativo delle competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato;
  • i lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un Ets hanno diritto di usufruire di forme di flessibilità di orario di lavoro o turnazioni.
CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO (CSV)

La riforma indica i Csv quali enti preposti alla organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del terzo settore, senza distinzione tra enti associati ed enti non associati, e con particolare riguardo alle organizzazioni di volontariato, nel rispetto e in coerenza con gli indirizzi strategici generali definiti dall'Organismo nazionale di controllo (Onc).

FISCALITÀ

Il codice inoltre introduce la possibilità per gli Ets di quantificare il valore normale delle prestazioni e cessioni relative alle attività svolte con modalità non commerciali. Tra queste, vi rientrano anche le attività svolte dai volontari, in quanto non hanno corrispettivo. La valorizzazione di tali attività entra a far parte del calcolo dei proventi istituzionali per la qualificazione dell’ente.

CASI SPECIFICI

La disposizione riguardante la possibilità di presentare un’autocertificazione ai fini del rimborso non si applica alle attività di volontariato aventi a oggetto la donazione di sangue e di organi.

L’incompatibilità della qualità di volontario con qualsiasi forma di rapporto di lavoro con l’ente non si applica agli operatori che prestano attività di soccorso ai sensi delle leggi delle province autonome di Trento e Bolzano.

OBBLIGHI E DIVIETI

Gli enti del terzo settore che si avvalgono di volontari devono tenere un apposito registro dei volontari non occasionali e assicurarli tutti contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

In coerenza con l’impianto complessivo della riforma – che riconosce che l’attività di volontariato non è appannaggio di una sola forma organizzativa ma riguarda tutti gli Ets – il codice del terzo settore chiarisce in modo più evidente che il volontariato è rivolto alla comunità, e fa un riferimento più espresso alla promozione di risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione. Si sottolinea per la prima volta la libertà d’azione del volontario, che è al centro della normativa, prima ancora delle attività che svolge.

Per quanto riguarda i rimborsi, la riforma del terzo settore pone precisi paletti e apre a una modalità semplificata di documentazione delle spese. Infatti, ai fini del rimborso, le spese possono essere documentate anche attraverso un’autocertificazione, purché i rimborsi non superino l'importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l'organo sociale competente deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.

Inoltre, viene esteso a tutti gli enti di terzo settore – e non più solo alle organizzazioni di volontariato e alle Onlus –  l’obbligo di tenuta del registro dei volontari, che si collega anche all’obbligo di assicurazione dei volontari introdotto dalla normativa.

Infine, vengono introdotte delle nuove misure di promozione del volontariato, come il riconoscimento delle competenze, viene superato il sistema degli osservatori nazionali per il volontariato e per l'associazionismo di promozione sociale, attraverso l'istituzione del Consiglio nazionale del terzo settore.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 17, 19

ABROGAZIONI

Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge-quadro sul volontariato”

ENTRATA IN VIGORE

3 agosto 2017

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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